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BERLUSCONI/ Taormina: la sua candidatura non riguarda i processi in corso, ecco perché

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L'avvocato Carlo Taormina (InfoPhoto)  L'avvocato Carlo Taormina (InfoPhoto)

E’ ovvio che in un momento come quello attuale si incomincino ad “affilare” le armi della politica. Il problema è che quando la Boccassini esprime valutazioni di questo tipo, in relazione all’attuale campagna elettorale, credo sia lei a mettere in pista per prima l’argomento politico, comportandosi sì da istituzione, ma con un taglio politico.

Quanto crede potrà influire invece il decreto incandidabilità?

Questo è un altro tema con cui bisognerà misurarsi secondo quelle che sono le previsioni costituzionali del nostro Paese. Il decreto legislativo si basa esclusivamente sulle sentenze di condanna definitive e, sotto questo profilo, non andrebbe incontro a problemi di costituzionalità.

Sotto quale allora?

Sotto quello della ragionevolezza, un principio che la Costituzione disciplina all’articolo 3. Nel decreto si prendono in considerazione come fonte di incandidabilità tutti i reati, compresi quelli gravi come la corruzione, il terrorismo, la concussione e così via: ma quando poi l’incandidabilità viene estesa a tutte le condanne superiori a 4 anni per qualsiasi altro reato, allora c’è qualcosa che non va.

Come mai?

Perché circa l’80% dei reati viene punito con una pena che parte proprio dai 4 anni di reclusione. Per fare un esempio molto attuale, anche la diffamazione a mezzo stampa è punita con una pena fino a 6 anni di reclusione, quindi per una condanna di questo tipo un cittadino potrebbe dover rinunciare alla candidatura. Francamente credo che questo aspetto rappresenti un problema di costituzionalità che dovrà essere affrontato il prima possibile.

 

(Claudio Perlini)



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