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Cronaca

LEGGE 40/ Vescovi: non basta a salvare gli embrioni da chi vuol distruggere la vita

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La coppia ha prodotto gli embrioni sapendo che non li avrebbe impiantati, per poi fare causa e dire: non vogliamo gli embrioni impiantati. Facendo così ha creato un problema anche deontologico per il medico. Dicendo in pratica: mi costringete, vedete come siete incivili, siete voi i colpevoli, a impiantarmi degli embrioni malati. No: nessuno vi ha costretto, lo sapevate voi che li avete fatti. E' chiaro che tu che hai in mano degli embrioni sani e malati non puoi costringere la donna, però questo è proprio il problema relativo alla legge 40, rispetta il diritto a non impiantare embrioni malati. Tutto questo dimostra come si considera l'atto della procreazione, come un totale diritto che dà accesso a qualunque forma di manipolazione prescindendo dal diritto del nascituro. Questo è inaccettabile.

 

Si crea una popolazione deresponsabilizzata ma si mira anche alla selezione genetica. E' d'accordo?

 

Certo. Non hanno dato il consenso all'impianto; e noi ci troviamo con altri embrioni in sovrannumero - primo problema. A questo punto forzano, dicendo mi dovete fare la selezione genetica. Non è evidentemente possibile che non lo sapessero all'inizio. Hanno cercato di "forzare il blocco". Il problema vero è che a coppie con patologie genetiche non si possono impiantare embrioni malati, perché poi succede che se la diagnosi prenatale mostra che il nascituro ha dei problemi, questo viene abortito, come succede quasi sempre.  Si pone un grande problema di cosa sia la responsabilità individuale della progenie. Ma purtroppo è ormai passato un messaggio di liberismo totale della gravidanza, un diritto - ammesso che sia anche un dovere - a qualunque costo, anche se questo significa distruggere la vita umana creandola apposta.

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