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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ Lucia, la santa che unisce Oriente e Occidente, Paesi nordici e Sicilia

Il corpo di Santa Lucia custodito a Venezia, nella chiesa di San Geremia e Santa LuciaIl corpo di Santa Lucia custodito a Venezia, nella chiesa di San Geremia e Santa Lucia

(per gentile concessione delle Edizioni San Paolo) alle parole con cui Elio Guerriero, teologo e filosofo, già direttore della rivista “Communio”, la ricorda nel suo “Il libro dei santi. Come hanno vissuto, cosa hanno detto, come li ricordiamo”, in uscita proprio in questi giorni.

La Sicilia può vantare due tra le più famose martiri dell’antichità cristiana: la catanese Agata, la siracusana Lucia. La prima, più antica, patrocina la santità della seconda. Secondo la leggenda, scritta dopo più di un secolo dal martirio, Lucia è una nobile fanciulla siracusana già promessa sposa a un concittadino. Un giorno si reca con la mamma malata in pellegrinaggio alla tomba di Agata. Dopo aver esortato la madre a toccare con fede il corpo della santa, Lucia ha una visione nella quale Agata le rivela l’avvenuta guarigione della madre e il suo futuro martirio. Sulla via del ritorno la giovane convince la madre a rinunciare ai progetti matrimoniali e a distribuire ai poveri la parte del patrimonio della famiglia a lei destinato. Il fidanzato, però, non accoglie affatto di buon grado la decisione dell’ex fidanzata e la denuncia al governatore Pascasio come cristiana. Segue l’interrogatorio, durante il quale Lucia testimonia con franchezza la sua fede cristiana. Viene condannata a morte. Prima dell’esecuzione vengono fatti numerosi tentativi di violare il suo corpo. Invano. Lo Spirito Santo si erge a sua difesa. Solo la spada può porre termine alla sua vita. Sul suo sepolcro venne presto eretta una chiesa. Se il racconto della leggenda è piuttosto fantasioso e tardivo rispetto al martirio, avvenuto durante la persecuzione di Diocleziano nel 304, il culto della santa è molto ben documentato. Ne danno conferma sia gli scavi archeologici sia le fonti liturgiche. La prima attestazione del culto fuori dalla Sicilia si trova a Ravenna, mentre il più convinto e autorevole promotore della sua fama fu san Gregorio Magno. Ella è inoltre una delle poche sante latine venerate anche nell’Oriente cristiano. Nel medioevo divenne una delle sante più popolari, invocata dai ciechi e dai malati agli occhi per il significato del suo nome, ma anche da artigiani e da numerose altre corporazioni. Secondo una leggenda tardiva, prima di morire Lucia venne accecata: di qui l’iconografia che la ritrae con una tazza o un piatto sul quale sono poggiati i suoi occhi. Altri particolari iconografici sono la palma del martirio e la lampada della fede.

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