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SANTO DEL GIORNO/ Lucia, la santa che unisce Oriente e Occidente, Paesi nordici e Sicilia

Pubblicazione:giovedì 13 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 13 dicembre 2012, 15.42

Il corpo di Santa Lucia custodito a Venezia, nella chiesa di San Geremia e Santa Lucia Il corpo di Santa Lucia custodito a Venezia, nella chiesa di San Geremia e Santa Lucia

SANTO DEL GIORNO: SANTA LUCIA. Dolci, caramelle, giochi: in molte città d’Italia sono già arrivati i doni. Li ha portati santa Lucia nel giorno che, secondo tradizione, è “il più corto che ci sia”, anche se astronomicamente quest’anno i giorni più corti (solo 8 ore e 47 minuti) sono quelli dal 17 al 25 dicembre prossimi. Ma oggi, 13 dicembre, quello che accomuna è la nostalgia della luce: quella del sole per i nordici, che la celebrano con canti e riti al lume di candela, quella della fede per i cristiani. Ma chi è veramente Santa Lucia?

Innanzitutto non è svedese, come la tradizione più moderna vorrebbe farci credere, ma siciliana, per precisazione di Siracusa. Della sua vita poco sappiamo, essendo vissuta nel terzo secolo. La prima, fondamentale testimonianza della sua esistenza, anzi del suo culto come “santa” è stata rinvenuta poco più di cento anni fa, nel 1894, dal professor Paolo Orsi nella catacomba di San Giovanni, per l’appunto a Siracusa: si tratta di un’iscrizione tombale in greco in cui un affranto marito ricorda che lì è sepolta la moglie Euschia che morì “nella festa della mia santa Lucia”.

Nella città siciliana in cui venne martirizzata durante le persecuzioni di Diocleziano nel 304, è conservato il “loculo”, ovvero il primo luogo di sepoltura di Lucia; il suo corpo venne poi prelevato dai Bizantini e trasportato a Costantinopoli da cui venne in seguito trafugato dai Veneziani quando conquistarono la città. Attualmente è conservato e venerato nella chiesa di San Geremia a Venezia ed è stato eccezionalmente traslato (per una sola settimana) a Siracusa nel dicembre 2004 in occasione delle celebrazioni per il 17 centenario del martirio.

Nella cattedrale siracusana è conservato invece un “simulacro”, un reliquiario d’argento, che è protagonista dei festeggiamenti della patrona che durano un’intera settimana: hanno inizio il 12 dicembre quando il simulacro viene trasferito davanti all’altare maggiore dalla nicchia in cui è riposto durante l’anno e vengono recitati i Vespri solenni; il giorno dopo, per l’appunto la festività di Santa Lucia, il simulacro viene portato a spalla in processione lungo le vie della città fino alla chiesa di Santa Lucia al sepolcro dove rimane per una settimana. Il giorno 20, per l’appunto “l’ottava di Santa Lucia”, il simulacro ritorna alla cattedrale ripercorrendo le vie della città facendo alcune tradizionali soste: al porto, dove viene accolto dall’urlo delle sirene di tutte le navi in rada; al santuario della Madonna delle Lacrime; all’ospedale e infine, a sera, per lo spettacolo pirotecnico, “ai ponti”, ossia al Ponte Umbertino. Da qui riparte per l’ultima tappa che lo riporta nell’isola di Ortigia per essere riposto nella propria cappella in cattedrale da cui riuscirà a maggio, per la festa di Santa Lucia “delle quaglie”.

Per conoscere più da vicino questa santa, ci affidiamo...


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