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PAPA/ Introvigne: ecco perché aborto, unioni gay ed eutanasia feriscono la ragione

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La pace non è un’utopia, non è un sogno. La pace è possibile. Per diventare “autentici operatori di pace”, scrive Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2013, sono fondamentali l'attenzione alla dimensione trascendentale e il colloquio costante con Dio. In questo modo l’uomo “può vincere quel germe di oscuramento e di negazione della pace che è il peccato in tutte le sue forme: egoismo e violenza, avidità e volontà di potenza e di dominio, intolleranza, odio e strutture ingiuste”. Il Pontefice aggiunge che proprio l’attuale periodo storico, caratterizzato dalla globalizzazione, con i suoi aspetti positivi e negativi, nonché da sanguinosi conflitti ancora in atto e da minacce di guerra, reclama più che mai un rinnovato e corale impegno nella ricerca del bene comune, dello sviluppo di tutti gli uomini e di tutto l’uomo. Benedetto XVI affronta tematiche centrali, dai principi non negoziabili (la difesa della vita umana, la difesa del matrimonio monogamico tra uomo e donna e la difesa della libertà di educazione) fino ai diritti sociali e le soluzioni per uscire dalla crisi. Massimo Introvigne, contattato da IlSussidiario.net, comincia ad analizzare le parole del Papa parlando del riferimento al Concilio Ecumenico Vaticano II, “di cui ha ribadito la capacità di aver rafforzato la missione della Chiesa nel mondo”, fino al riferimento alla Pacem in Terris sulla tematica delle beatitudini, “secondo cui non basta essere in pace con gli altri ma è necessario essere in pace con sé stessi, con il Creato e con Dio".

Cosa può dirci in più rispetto a questo tema?

Vi sono in particolare due grandi temi che è necessario approfondire: il primo è generale, di fondo, secondo cui le beatitudini non parlano soltanto dell’altra vita, perché altrimenti non avrebbero niente da dire a chi non ci crede, ma sono anche una “ricetta” per una vita sociale ordinata, pacifica e felice su questa Terra. Nello stesso tempo, però, questa e l’altra vita sono strettamente collegate e il Papa afferma chiaramente che senza un’apertura alla trascendenza non è possibile costruire nessuna cultura di pace.

Quindi la pace presuppone un umanesimo aperto alla trascendenza?

Certo. Naturalmente, per conoscere questo, afferma il Papa con una’altra decisa e fondamentale espressione, occorre lo “smantellamento della dittatura del relativismo”, che intende continuamente imporci l’idea che non è lecito né opportuno aprirsi alla trascendenza. Questa dittatura però, dice ancora il Santo Padre, possiede in sé caratteristiche e conseguenze catastrofiche.

Dal tema generale passiamo quindi a quello più particolare: i tre principi non negoziabili.

Il Papa si riferisce ovviamente alla vita, alla famiglia e alla libertà di educazione. Benedetto XVI afferma che chiunque è favorevole all’aborto, o lo liberalizza con le sue leggi, forse non si rende conto che in tal modo propone l’inseguimento di una pace illusoria. Non è quindi possibile alcuna pace e alcuna felicità in presenza di leggi abortiste che tollerano l’uccisione di un essere inerme e innocente.

Allo stesso modo parla anche dell’eutanasia.

Esatto. Afferma lo stesso in parallelo anche sull’eutanasia e le leggi che riconoscono questa pratica, ispirate a falsi diritti che minacciano quello vero e fondamentale alla vita. Il secondo principio non negoziabile analizzato da Benedetto XVI è poi quello della famiglia: afferma quindi che se si vuole la pace andrà riconosciuta la struttura naturale del matrimonio rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione. Questo riconoscimento, con chiaro riferimento alle unioni omosessuali, destabilizza la pace ed è inoltre necessario riconoscere la libertà di educazione come diritto dei genitori e diritto essenziale alla valorizzazione della famiglia. Riguardo i principi non negoziabili, il Papa fa inoltre una considerazione molto importante.

Quale?

Che tali principi non sono verità di fede, ma sono iscritti nella natura umana, riconoscibili dalla ragione e comuni a tutte le persone. La violazione di questi principi, quindi, non rappresenta un’offesa alla Chiesa, ma alla stessa verità della persona umana.

Il Papa affronta poi il tema della libertà religiosa.


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COMMENTI
15/12/2012 - è sempre il neo-malthusianesimo imperante (attilio sangiani)

è sempre la funesta ideologia malthusiana ad ispirare le politiche contrarie alla procreazione ( aborto,ecc. ) ed al sostegno della famiglia vera. A questa vengono equiparate le unioni spurie e contronatura,come le "nozze gay",oppure le unioni effimere e,di regola,chiuse alla procreazione,dei cui oneri non vogliono farsi carico. Così si estingue l'Occidente già cristiano. Rimarrà un "Resto di Israele" a perpetuare la Fede in un mondo ostile,fino alla seconda venuta del "Figlio dell'Uomo".