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Cronaca

RAPIMENTO LA SPEZIA/ Bruno (criminologo): il sequestro di Calevo non era preventivato, non sono professionisti

Andrea Calevo in una foto del suo profilo FacebookAndrea Calevo in una foto del suo profilo Facebook

 Se i malviventi avessero avuto come obiettivo preciso il sequestro e fossero stati dei veri esperti, avrebbero tenuto in ostaggio Calevo in casa sua e non l'avrebbero portato via con loro. Solitamente, i rapinatori compiono un blitz nell'abitazione del bersaglio e tengono in ostaggio la persona in casa propria magari insieme alla moglie e ai figli, o ad altri componenti della famiglia: la mossa successiva è quella di inviare un emissario a prendere i soldi del riscatto e fuggire con il bottino, lasciando l'ostaggio, o gli ostaggi, in casa”. Un gesto, dunque, che fa trasparire una certa disorganizzazione da parte dei malviventi: “Non mi sembrano persone ben organizzate- afferma ancora Bruno – E questo mi fa pensare che sia gente pronta a tutto che, magari, ha improvvisato un rapimento sull'onda del momento. Tutto questo li rende ancora più pericolosi”. Teme che i rapitori, sentendosi braccati, possano spaventarsi e magari compiere atti impropri? “Esatto- dice ancora Bruno- potrebbero sbarazzarsi di Calevo, qualora sentissero avvicinarsi gli investigatori”. Del caso si stanno occupando i carabinieri del Ros che hanno lasciata aperta ogni pista ma che propendono per l'ipotesi di un sequestro di persona a scopo estorsivo dopo una rapina degenerata. Una situazione delicatissima, fanno sapere gli inquirenti. ore di angoscia per la famiglia, in attesa di avere notizie di Andrea o anche solo una telefonata in cui si espliciti un riscatto: “ I casi sono due- aggiunge Bruno- o si fanno sentire fra tre o quattro giorni, oppure, lo devono lasciare andare....O la terza ipotesi è che sia successo qualcosa di veramente grave”.

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