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Cronaca

FINE DEL MONDO/ L’occasione giusta per riscoprire l’Apocalisse di San Giovanni (con una App)

La fine del mondo secondo il calendario Maya è imminente. Colpa di calcoli sbagliati o di previsioni assurde? Intanto si può riscoprire l’Apocalisse di San Giovanni

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La fine del mondo secondo il calendario Maya è imminente. Per ora non è successo nulla, ma forse occorre attendere la Mezzanotte prima di poter dire di averla fatta franca. E tra i più catastrofisti resta il dubbio che i calcoli fatti non siano stati precisi. Susanna Schimperna, giornalista e scrittrice, grande esperta di astrologia e appassionata di misteri, ha infatti raccontato su queste pagine di aver avuto modo di parlare con un maya, il quale le ha rivelato che la data indicata come “fine del mondo” in realtà sarebbe il 22 dicembre 2012, come aveva sostenuto anche lo scienzato Maurice Cotterell. Resta il fatto che pare proprio che l’antica popolazione sudamericana non abbia spiegato in che modo dovesse avvenire questo tragico evento, lasciando adito a diverse interpretazioni.

Per chi volesse approfondire il tema “apocalittico” o c’è giusto appunto la possibilità di riscoprire l’Apocalisse di San Giovanni. E, dato che siamo ormai nel terzo millennio, l’opportunità arriva direttamente con una App (dal nome Ap.20,12), scaricabile gratuitamente dall’Apple Store. L’idea è venuta alla famiglia Malacalza che, attraverso Hofima ha anche dato alle stampe un libro a tiratura limitata. I contenuti del libro e della “App” sono tutti legati al punto di partenza, ovvero il testo dell’Apocalisse. Sia nel libro che nella App si trovano: il testo (in italiano e inglese) dell’intera Apocalisse giovannea nella nuova traduzione di Giacomo Maria Prati; la lettura dell’intera Apocalisse per voce (in lingua italiana) a cura di Tiziana Cera Rosco; la riproduzione fotografica di un’opera di sette importanti artisti cui i curatori dell’opera hanno chiesto di confrontarsi con la visione evocata nell’ultimo libro del Nuovo Testamento; sette fotografie di altri lavori e degli studi degli artisti coinvolti e sette interviste della Cera Rosco a ogni artista. Sette, come sono sette i sigilli l’apertura dei quali il testo di Giovanni indica come simbolica chiave d’accesso al suo contenuto di verità; un breve scritto (in italiano e inglese) del traduttore Prati sull’Apocalisse fra profezia figurativa e arte.