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Cronaca

SALLUSTI/ Napolitano concede il cambio della pena: 15mila euro di multa invece del carcere

Il direttore de Il Giornale ha ottenuto il cambio di pena: dovrà pagare una multa di 15mila euro invece dei 14 mesi agli arresti domiciliari. Lo ha deciso Napolitano

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Alessandro Sallusti direttore de Il Giornale condannato a 14 mesi di arresti domiciliari, torna in libertà. Lo ha deciso il capo dello Stato firmando il decreto che permette di commutare la pena inflitta dal carcere al pagamento di una multa di 15mila euro. Proprio nelle ultime ore Napolitano aveva inoltrato richiesta di grazia; la procura di Milano aveva invece dato parere (non vincolante, però) contrario alla richiesta di grazia. Dopo aver ricevuto dal ministro della giustizia Severino la documentazione inerente il caso, il presidente della Repubblica ha firmato un decreto apposito che mette fine alla carcerazione del giornalista. Da sempre, quando era scoppiato il caso, Napolitano si era espresso contro la carcerazione per reati di opinione ma nonostante la solidarietà trasversale ricevuta, Sallusti era stato condannato a 14 mesi di carcere che poi era stato trasformato in arresto domiciliare. E lo stesso Sallusti ha già commentato la grazia ricevuta con un commento postato su Twitter: "Ringrazio Napolitano. Accetto la grazia. Deve valere per tutti i giornalisti, chiara indicazione a magistratura e politica". A permettere la decisione del presidente l'avviso favorevole dato dal ministro Severino a conclusione dell'istruttoria, si legge in una nota ufficiale. L'istruttoria aveva tenuto conto delle osservazioni come detto contrarie del procuratore di Milano e di quelle invece favorevoli del magistrato di sorveglianza. Si è poi tenuto conto del fatto che Libero, giornale su cui venne pubblicato l'articolo contestato e giudicato diffamatorio, aveva riconosciuto la falsità della notizia rendendo note anche le scuse. Si è anche tenuto conto delle critiche giunte dal consiglio d'Europa sulle condanne a pene detentive nei confronti di giornalisti. Il comunicato diffuso dal Quirinale osserva anche che "Con il provvedimento di commutazione della pena detentiva, il presidente della Repubblica ha inteso ovviare a una contingente situazione di evidente delicatezza, anche nell'intento di sollecitare, nelle istituzioni e nella società, una riflessione sull'esigenza di pervenire a una disciplina più equilibrata ed efficace dei reati di diffamazione a mezzo stampa".


COMMENTI
23/12/2012 - Precisione e chiarezza (Franco Labella)

E' Natale e non vorrei guastare la festa a Sallusti. Serve , però, che i lettori abbiano le idee chiare. Il Presidente della Repubblica secondo l'art.87 della Costituzione ha il potere di concedere la grazia e commutare le pene. Le due opzioni sono distinte e non vanno confuse. A Sallusti non è stata concessa la grazia. Fosse avvenuto questo egli sarebbe un uomo libero senza condizioni. La commutazione della pena significa che, per essere un uomo libero, deve assoggettarsi ad una sanzione pecuniaria che, come è noto, appartiene alla specie delle sanzioni penali. Non sono l'interprete del gesto di Napolitano ma forse riflettere sul perchè abbia commutato e non graziato potrebbe essere utile. Come potrebbe essere utile che il prossimo Parlamento faccia un regalo agli studenti italiani delle scuole superiori. Gli riporti lo studio del Diritto e della Costituzione. Che come dimostra il mio commento servono a capire meglio la realtà quotidiana.