BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

SANREMO 2013/ Per il bene delle elezioni (e degli italiani), meglio rinviarlo

In questa fase politica, connotata da profonda incertezza, i cittadini hanno quanto mai bisogno di informazioni. Il Festival, spiega MARIO MORCELLINI, potrebbe quindi rivelarsi un problema

InfophotoInfophoto

La controversie, di cui tradizionalmente il Festival di Sanremo è costellato, quest’anno potrebbero moltiplicarsi. Come coniugare l’evento musicale con le elezioni politiche e, soprattutto, con la campagna elettorale che le precederà? Non vi è modo, è evidente. La Rai, con un breve comunicato, si è limitata a far sapere che si svolgerà dal 12 al 16 febbraio 2013. Le urne, invece, saranno aperte con ogni probabilità il 24 febbraio. Due circostanze ravvicinate al punto da rendere inevitabili le contaminazioni. Questi i fatti. Resta l’ipotesi, ma sono semplicemente rumors, che Sanremo venga spostato a marzo. Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze della comunicazione, ci spiega quali prospettive si prefigurano.

Come valuta l’eventualità della distanza ravvicinata?

Partiamo da una considerazione di carattere generale: di tutto il Paese ha bisogno, fuorché di una campagna elettorale troppo accesa. Siamo in crisi economica, i partiti hanno dato pessima prova di sé e si presentano vulnerabili agli occhi degli elettori. Talmente vulnerabili che stanno modificando la forma con la quale si presenteranno. Da questo punto di vista, tutto ciò che sdrammatizza il clima della campagna, compreso un evento nazional-popolare come Sanremo, potrebbe rivelarsi una benedizione. Tuttavia, benché l’Italia abbia bisogno di una competizione meno incattivita nei toni, vale una seconda considerazione.

Prego

E’ la prima volta che nella storia di questo Paese, e forse la prima nella storia di Paese democratico, che a distanza di poco meno di due mesi dal voto, i soggetti che hanno titolo a scegliere, i cittadini, ancora non conoscano l’offerta politica che troveranno sulla scheda elettorale: ancora non è noto secondo quali criteri si presenterà l’attuale presidente del Consiglio (incertezza, tuttavia, in via di sfumatura), come sarà composto il centrodestra, e con chi si alleeranno alcuni partiti dell’estrema sinistra, come l’Idv. E’ scientificamente provato che l’incertezza tra i cittadini aumenta quando l’offerta politica viene continuamente cambiata; e che aumenta tanto più quanto gli elettori si sono assuefatti alle offerte in campo.

Qual è, in un tale contesto, l’esigenza dei cittadini?