BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CARCERI/ Manconi: i politici ignorano il lavoro dei carcerati perché non portano voti

Pubblicazione:sabato 22 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 22 dicembre 2012, 10.14

InfoPhoto InfoPhoto

Valeva la pena ridurre all'osso, rimangiandosi la parola data, una cifra già di per sé estremamente esigua, ma in grado di produrre benefici sociali e umani (ma anche economico) incalcolabili? La legge Smuraglia aveva bisogno di poco meno di 5 milioni di euro per essere rifinanziata. Il provvedimento, nato nel 2000 per opera dei Senatori Carlo Smuraglia, Luigi Manconi e Ombretta Crisafulli Carulli, consentiva il reinserimento lavorativo dei detenuti, prevedendo sgravi fiscali per le imprese che li assumevano. Il fondo, nel corso  degli anni, è stato via via ridotto all'osso fino a quando, nell’ambito della legge di stabilità, la commissione Bilancio del Senato ha deciso di destinare le risorse inizialmente previste per ampliarlo altrove. Abbiamo chiesto proprio a Luigi Manconi, docente di Comunicazione politica allo IULM di Milano, di spiegarci le implicazioni di una scelta del genere.

Ci parli, anzitutto, della nascita della legge.

La Smuraglia-Manconi-Fumagalli Carulli fu voluta da persone molto diverse tra loro: un “vecchio” comunista, un libertario (il sottoscritto) e una cattolica. Fu l’esito della nostra intesa e di una determinazione molto forte della commissione giustizia del Senato. Si ritenne che il provvedimento potesse rappresentare un’offerta alla popolazione detenuta importante e significativa. Fin da subito, tuttavia, la legge ebbe vita difficile e, per anni, fu finanziata, fino all’azzeramento attuale.

Come mai, su questo fronte, la cultura radicale, quella libertaria e quella cattolica si trovano d’accordo?

Stupisce, caso mai, che una cultura così diffusa, in Italia, come quella del cattolicesimo democratico, che sul tema della carceri ha l’autorevole conforto di pressoché tutte le cariche ecclesiali, non produca conseguenti e coerenti atteggiamenti da parte di quella classe politica che a quella cultura afferma di ispirarsi. D’altro canto, la sinistra è sempre stata poco generosa su questo piano perché, storicamente, ha privilegiato le garanzie sociali rispetto ai diritti individuali della persona.

Come si spiega, in ogni caso, la decisione del Parlamento?


  PAG. SUCC. >