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CARCERI/ Violante: politici ipocriti che parlano di diritti e poi "ammazzano" i detenuti

Luciano Violante (InfoPhoto) Luciano Violante (InfoPhoto)

In Parlamento molti considerano non importante il tema del carcere; altri sostengono un principio di discriminazione nei confronti dei detenuti.

Per esempio?

Il senatore Bricolo, capogruppo della Lega, ha esaltato ieri sera il fallimento del progetto di legge sulle misure alternative al carcere presentandolo come una vittoria del suo partito. Assistiamo a continue esagerazioni garantistiche per i più protetti, basti pensare al falso in bilancio, e ad altre repressive nei confronti dei più deboli, come gli immigrati e i detenuti. Pur rispettando queste posizioni, che non condivido ma che corrispondono anche al sentire di una parte del Paese, appare evidente che la maggioranza non è favorevole a misure civili e di speranza nei confronti dei detenuti.  

Come giudica invece l’affossamento del ddl svuota carcere?

Il nome che la stampa ha usato per definire il provvedimento non corrisponde al contenuto. Non si svuotavano le carceri, ma si stabiliva in alcuni casi un incremento delle misure alternative che hanno dato buona prova negli anni passati. Sarebbe stato senza dubbio uno strumento positivo, basato sul principio che il carcere, la massima delle pene, venga lasciato come ultima ratio. Torno alla legge Smuraglia. Solo nei casi in cui vi è possibilità di lavoro e di un rapporto costruttivo con l’esterno, il sistema penitenziario può ricostruire i rapporti tra chi ha sbagliato e la società. Nella gran parte dei casi, invece, il carcere allarga la distanza. E' però necessario sottolineare l'evidente difficoltà che può esistere nel deliberare in nodo favorevole ai detenuti alla vigilia della campagna elettorale. Sui temi della sicurezza e della pena non c'è ancora stata una grande campagna di orientamento civile; questa mancanza lascia grandi spazi alla demagogia.

 

(Claudio Perlini)

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