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J'ACCUSE/ Ecco come l'Ue affonda il non profit (anche cattolico)

Pubblicazione:sabato 22 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 22 dicembre 2012, 9.34

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La Ue condanna l’Italia ad affossare il non profit. Per il momento è così, per il futuro bisogna lavorare molto. Non so se cambierà qualcosa nei prossimi mesi, ma ora gli F24 a scuole paritarie ed enti non profit per pagare migliaia di euro di Imu stanno arrivando copiosamente. Quanto detto dal commissario europeo Almunia preoccupa non solo per quanto riguarda l'Imu ma più in generale anche a proposito degli aiuti diretti e indiretti che gli enti locali fanno ad enti non profit. Almunia ha detto: “Quando le non profit operano sullo stesso mercato degli attori commerciali dobbiamo essere sicuri che non beneficino di vantaggi non dovuti”. Le scuole paritarie stanno in un mercato dove ci sono i collegi privati, le cooperative che fanno assistenza stanno anch'esse sul mercato, addirittura chi svolge attività di recupero con persone svantaggiate che siano disabili, minori con problemi, carcerati o ragazze madri insegnando loro un’attività o un mestiere e producendo qualcosa sia pure in piccolo, può a tutti gli effetti essere considerato all’interno di un “mercato”. Ma tutti i settori dell’assistenza e del recupero di per sé possono essere di “mercato”. La speranza è che in Europa il concetto di “mercato” e di “attività commerciale” siano diversi da quello italiano, però qualcuno lo spieghi al Governo.

Tornando all’Imu, gli enti non profit stanno pagando migliaia di euro. Ho incontrato i responsabili a Firenze di una realtà storica fondata con il contributo del cardinale Benelli, si occupa di adolescenti in situazioni personali e familiari difficili che sono a rischio di comportamenti devianti, giovani che hanno fatto uso di droghe. Li seguono a scuola, nel doposcuola, fanno corsi di formazione e soprattutto li ascoltano e combattono insieme a loro. Migliaia di ragazzi in questi anni sono diventati adulti grazie a questa realtà che può operare perché la curia fiorentina mette a disposizione una struttura che adesso deve pagare una cifra spropositata. "Come facciamo?" mi dicono. A me sale un misto di rabbia e orgoglio. Rabbia perché non è possibile che non ci si renda conto di cosa stiamo facendo, orgoglio perché vedendo quante cose belle ci sono nella nostra storia non può che rendere orgogliosi. E l’Imu li colpisce.

Ho incontrato una Fondazione che ha un bel fabbricato in cui si trovano un asilo nido paritario, una scuola dell'infanzia, una primaria, una secondaria di primo grado e di secondo grado (liceo) con circa 600 alunni. La Fondazione mi dice che dovrebbe pagare di Imu circa 40mila euro, ma come mi racconta - conti alla mano - il presidente della stessa Fondazione “non li paghiamo, per il semplice motivo che non li abbiamo. Lo Stato è in arretrato di un anno con il contributo e tutti i mesi dobbiamo pagare gli stipendi, la mensa, il riscaldamento, e tutto il resto”.


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COMMENTI
22/12/2012 - I danni di Monti & C e i cattolici (Carlo Cerofolini)

Quanto evidenziato nell’articolo dà molto da pensare non solo su questa Ue ma pure sull’azione di questo ex “sobrio” governo tecnico - dove pure c’erano molti autorevoli esponenti cattolici osservanti - che ha saputo solo tassare e appiattirsi sui diktat della Ue stessa. Ciò premesso però quello che più fa meraviglia è il perché – nonostante anche tutto questo – in molti fra i cattolici e pure fra le gerarchie cattoliche, abbiano più o meno esplicitamente favorito la nascita del fu governo Monti e poi appoggiato la sua azione che ha solo portato aumento del debito pubblico, recessione, disoccupazione, aumento della povertà, distrutto la speranza di un futuro migliore e altre negatività varie, contravvenendo con questo anche ai principi della dottrina sociale della Chiesa stessa. Infine per quanto poi attiene il millantato recupero della credibilità internazionale dell’Italia grazie a Monti & C. questo assunto viene platealmente smentito anche dalla vergognosa vicenda dei Marò.