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IL CASO/ L'Iowa vieta la prescrizione via webcam della pillola abortiva, ma c'è chi si ribella

Pubblicazione:mercoledì 26 dicembre 2012

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L'American Journal of Public Health ha recentemente pubblicato on-line il rapporto dal titolo “Changes in Service Delivery Patterns After Introduction of Telemedicine Provision of Medical Abortion in Iowa”, uno studio che esamina gli effetti della telemedicina sull'andamento dei casi di aborto che si sono registrati in Iowa. L'esperimento aveva lo scopo di indagare la correlazione che intercorreva fra la prescrizione della pillola abortiva, attraverso un consulto via webcam, e i dati degli aborti o le richieste di tale pratica. Daniel Grossman e gli altri quattro suoi colleghi autori dello studio hanno riferito che “La recente legge dell'Iowa che ha vietato il consulto e la prescrizione via webcam per le donne che desiderassero ottenere la pillola abortiva, può influire in modo negativo sulla sanità pubblica, poiché impedisce a molte donne di accedere più facilmente alla pillola all'inizio della gravidanza, quando gli effetti della somministrazione sono più sicuri”. Un articolo apparso su “LifeNews” fa notare che, sebbene gli autori possano sostenere che la tele-medicina, cioè la prescrizione della pillola grazie alla webcam, ha contribuito alla modesta riduzione di aborti, non possono ignorare che gli aborti medici hanno maggiori tassi di complicanze rispetto a quelli chirurgici. Secondo studi pubblicati dallo stesso Grossamn e altri ricercatori in materia, gli aborti medici hanno il 60% in più di probabilità di provocare complicanze nel secondo trimestre aborti mentre nel terzo trimestre la pillola è cinque volte più pericolosa del tradizionale aborto. Inoltre, fa notare ancora “Lifenews”, da quando è stata introdotto il metodo con webcam, le cifre di chi sceglie il metodo più rischioso, la pillola, è aumentato dal 52% al 48% mentre l'aborto chirurgico è sceso dal 48% al 46%. Inoltre, nel periodo 2008-2010, il 15% in più di donne ha sofferto di effetti negativi dovuto all'aborto medico. Mentre il 21% delle donne chefanno ricorso all'aborto chirurgico hanno ricevuto le cure di personale qualificato, il restante 79% delle donne ha dovuto affrontare le complicazioni durante l'auto-somministrazione di farmaci e farlo senza assistenza medica. 


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