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Cronaca

J'ACCUSE/ La "crociata" di Don Piero contro le donne non c'entra nulla con il cattolicesimo

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Ma l’uscita fuori luogo di don Piero arriva a stuzzicare sensibilità eccitate da dibattiti sempre più frequenti su leggi più severe, che limitino le continue, assurde, violenze sulle donne, spesso in ambito familiare, spesso in ambienti apparentemente tranquilli e moralmente integri. Troppe. Troppe morti, troppi stupri, e anche troppa impotente rassegnazione, e sotto sotto, lo stesso pensiero di don Piero: qualche volta se la vanno a cercare. Qualche volta la rabbia di un uomo si può comprendere. No, mai. 
E’ vero che leggi non distinguono tra specie protette, e le riserve, rosa o panda sono odiose e lesive della dignità e dell’uguaglianza. E’ vero che uccidere o brutalizzare un ragazzo una ragazza, un anziano o un’anziana, un marito o una moglie meritano la stessa pena. Solo che capita di meno. Solo che ancora siamo immersi in una mentalità che le donne le guarda con occhi torvi, e le considera buone per usi ed abusi: magari se lo meritano, magari ci prendono pure gusto. 
Provate ad avere paura a passeggiare da sole la sera; provate l’ansia di sapere una figlia possibile preda di balordi in vena di eccessi. Non le vorreste, pene più severe per chi distrugge la sua innocenza, e non usereste la minaccia di qualsiasi aggravante, per preservarne il sorriso? O ci adatteremo al burqa, per non irretire gli istinti animali “naturali” della specie maschile? Finchè uno solo dei nostri figli guarderà una compagna con la gonna corta considerandola un oggetto da usare e giudicandola disposta a farsi usare (capita in ogni classe di liceo, non siamo ipocriti) finchè uno solo dei nostri uomini guarderà una collega un po’ provocante come una poco di buono, i parroci alla don Piero la vinceranno sempre; e con essi il femminismo più ideologico e inutile, la pletora di disegni di legge mai applicabili e mai applicati. La vinceranno i fondamentalismi, da qualunque religione arrivino.

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COMMENTI
29/12/2012 - Se tu cambi magari cambio anch' io (GIOVANNI PIERONI)

Quello che conta è che tutti oggi siamo disposti, non a cambiare mentalità, ma a metterci profondamente in discussione, donne comprese. Non si può chiedere che siano sempre gli altri a cambiare veramente se non siamo disposti anche noi a un esame di coscienza

 
28/12/2012 - la prudenza (luisella martin)

Non so se la prudenza sia la prima o la seconda regola, ma so cos adiceva il mio parroco di me, quando ero giovane (io e anche lui!). Diceva che ero imprudente, ma mi vestivo decorosamente ed ero un'insegnante stimata. Così cominciai a chiedermi che cos'era la prudenza e come mai fosse diventata una virtù così simile all'ipocrisia. Dopo anni mi imbattei nella "prudenza dei serpenti", ma ci vollero ancora altri molti anni prima di riuscire a darmi una spiegazione logica delle parole di Gesù. Da sola non ci sarei mai arrivata, se sant'Agostino non mi avesse aiutato a capire, ricordandomi come il serpente cambia la pelle rinnovandosi.Non riusciremo io, la brava giornalista, mille donne sante ed intelligenti e generose, a cambiare la mentalità dei maschi. Troppi millenni sono passati e i più autorevoli seguaci di Gesù impegnano le loro forze a parlare di Monti e tacciono sulla prudenza e la castità vere.

 
27/12/2012 - La prudenza è la prima regola (GIOVANNI PIERONI)

Monica Mondo è intelligente e anche simpatica. Peccato che questa volta non colga appieno tutti gli aspetti del problema. Personalmente ritengo che molte donne debbano andare in giro un pò più coperte.

 
27/12/2012 - Brava (luisella martin)

L'articolo é bello, intelligente, offre pace. Non così il commento del lettore che chiama castità degli abiti la lunghezza delle gonne e che evoca un cattolicesimo che forse, nonostante lo Spirito Santo soffi ancora e sempre sulla Chiesa, é indegno di Dio e dell'uomo. Osservi i suoi vestiti mentre si guarda allo specchio e compiaciuto ammetta che gli abiti, i suoi, quelli degli uomini, dei preti, dei vescovi e del Papa, sì, sono casti! Poi, accendendo la televisione, fermi lo sguardo su quei corpi nudi e affamati di quello che chiamiamo terzo mondo e forse (ma ne dubito)capirà che la castità é un altra cosa. Una donna di valore, la giornalista! Forse la grande differenza non é quella tra donne e uomini, ma fra intelligenti e stupidi;i primi non se ne vantano, sapendo che é un dono ricevuto e gli ultimi non sono in grado di capire nè l'intelligenza degli altri, nè la loro stoltezza (che vanno mostrando a tutti, compiaciuti). Sarebbe bello che dal pulpito si commentassero le Scritture ed ancora più bello che la Chiesa prendesse provvedimenti immediati e pubblici verso coloro che, comportandosi in modo immorale, allontanano i fedeli dai Sacramenti. Giovanni Paolo II va ricordato ed imitato, non serve farlo santo subito e poi dimenticarselo!

 
27/12/2012 - Una grande perplessità (Salvatore Antonio Sagliano)

Gentile autrice, condivido che il gesto del prete sia stato inadeguato ed esagerato, ma non condivido il rifiuto tout court del suo contenuto. Mi risulta che fino a qualche decennio fa, e per molti secoli prima, nelle famiglie e aree cattoliche era impensabile che una donna potesse andar vestita in maniera provocante: è sicura che non c'entra con il cattolicesimo? Lei ora si sente di normalizzare la mini-gonna al liceo, pretendendo che tutti i ragazzi e gli uomini debbano essere più attenti al "sorriso" e alla "innocenza" di una ragazza piuttosto che agli "istinti animali" provocati dal suo vestire disinibito. Ma se non è il modo di vestire che determina "chi siamo", è proprio necessario cambiare i costumi adeguandoli alle richieste del femminismo sessantottino, in barba a quell'autentico cattolicesimo che richiede una castità (anche negli abiti) che dia tempi e spazio a quella bellezza che voi stesse avete elogiato?