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J'ACCUSE/ La "crociata" di Don Piero contro le donne non c'entra nulla con il cattolicesimo

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Non c’è poi tanto da discutere, se è un sacerdote a dire o fare una sciocchezza. Capita, l’intelligenza e la prudenza non sono distribuite per categorie, anche se vorremmo che i nostri pastori ne avessero un po’ più degli altri. Il parroco che a Lerici ha affisso un volantino discettando dei frequenti femminicidi e attribuendone gran parte della responsabilità alle provocazioni femminili, ha scritto una sciocchezza, punto.
Primo, perché è assurdo giustificare anche solo in parte le violenze e gli abusi sule donne con i loro comportamenti. Un male è un male e soltanto un male, e i motivi che lo scatenano, a parte l’azione del demonio, per chi ci crede, sono da cercare altrove, semmai in psicologie malate, non nell’oggetto di pulsioni abominevoli.
Secondo, perchè è una storia vecchia, buona per scatenare le più retrive critiche di misoginia e maschilismo rivolte alle istituzioni ecclesiali: o angelo o strega, o fata o prostituta, possibile che le donne non possano essere considerate anzitutto persone, e Eva e la Madonna non siano ridotte soltanto a modelli morali?
Terzo: non si scomoda un’enciclica come la Mulieris dignitatem, che ha spazzato via per sempre, si pensava, un’idea sospettosa e pregiudiziale della donna, per farne un vademecum di abbigliamenti corretti, perché poi è inutile innalzare sugli altari Giovanni Paolo II se non si capisce nulla del suo illuminato e vigoroso pensiero.
Quarto, errare humanum, perseverare…tanto più con un’intervista al Gr1, in cui mentre tenta di difendersi spiegando che il suo discorso è stato estrapolato e travisato, esplicita e ribadisce il concetto. Mettersi in mostra scatena le peggiori intenzioni, a meno che uno sia insensibile al genere femminile, e uso un’espressione elegante.
Quinto, e mi fermo, è Natale, e si crederebbe che un parroco abbia cose più importanti e significative da ricordare ai suoi parrocchiani. Magari che Cristo è nato, è presente, a stravolgere le nostre povere morali, le nostre classifiche dei peccati, i nostri piccini e ottusi criteri di giudizio.
Quel Gesù che ha scelto una donna, che i suoi familiari e amici hanno considerato riprovevole moralmente, per venire al mondo: che ha scelto altre donne, non tutte integerrime, per essere compreso e annunciato, e le ha volute testimoni della Resurrezione. Non pare che la Maddalena avesse abolito trucchi e belletti appariscenti, eppure è stata amata ugualmente, anzi, di più. Ma sono banalità, cui basta il primo anno di catechismo, non serve la licenza in teologia. Occorre dunque ancora una volta, a parte la considerazione che le sciocchezze, appunto, albergano nei sacerdoti come in ogni uomo, considerare quale educazione viene impartita nei seminari, quali verifiche vengono praticate dalle gerarchie, per affidare a un prete un’intera comunità.
Un prete uso, tra l’altro, a uscite frequenti capaci di suscitare scandalo e amarezza nei fedeli, tra una tirata contro l’Islam e una contro gli immigrati. Sarebbe stato saggio consigliargli un eremo per meditare e studiare più a fondo il Magistero: la Chiesa non teme di muovere le coscienze andando controcorrente, sfondando il politically correct, ma a partire dallo scandalo della Croce, dallo scandalo di quella Resurrezione che fece indignare gli intellettuali greci davanti all’annuncio paolino. Ci sono temi e temi, ragioni e ragioni.


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COMMENTI
29/12/2012 - Se tu cambi magari cambio anch' io (GIOVANNI PIERONI)

Quello che conta è che tutti oggi siamo disposti, non a cambiare mentalità, ma a metterci profondamente in discussione, donne comprese. Non si può chiedere che siano sempre gli altri a cambiare veramente se non siamo disposti anche noi a un esame di coscienza

 
28/12/2012 - la prudenza (luisella martin)

Non so se la prudenza sia la prima o la seconda regola, ma so cos adiceva il mio parroco di me, quando ero giovane (io e anche lui!). Diceva che ero imprudente, ma mi vestivo decorosamente ed ero un'insegnante stimata. Così cominciai a chiedermi che cos'era la prudenza e come mai fosse diventata una virtù così simile all'ipocrisia. Dopo anni mi imbattei nella "prudenza dei serpenti", ma ci vollero ancora altri molti anni prima di riuscire a darmi una spiegazione logica delle parole di Gesù. Da sola non ci sarei mai arrivata, se sant'Agostino non mi avesse aiutato a capire, ricordandomi come il serpente cambia la pelle rinnovandosi.Non riusciremo io, la brava giornalista, mille donne sante ed intelligenti e generose, a cambiare la mentalità dei maschi. Troppi millenni sono passati e i più autorevoli seguaci di Gesù impegnano le loro forze a parlare di Monti e tacciono sulla prudenza e la castità vere.

 
27/12/2012 - La prudenza è la prima regola (GIOVANNI PIERONI)

Monica Mondo è intelligente e anche simpatica. Peccato che questa volta non colga appieno tutti gli aspetti del problema. Personalmente ritengo che molte donne debbano andare in giro un pò più coperte.

 
27/12/2012 - Brava (luisella martin)

L'articolo é bello, intelligente, offre pace. Non così il commento del lettore che chiama castità degli abiti la lunghezza delle gonne e che evoca un cattolicesimo che forse, nonostante lo Spirito Santo soffi ancora e sempre sulla Chiesa, é indegno di Dio e dell'uomo. Osservi i suoi vestiti mentre si guarda allo specchio e compiaciuto ammetta che gli abiti, i suoi, quelli degli uomini, dei preti, dei vescovi e del Papa, sì, sono casti! Poi, accendendo la televisione, fermi lo sguardo su quei corpi nudi e affamati di quello che chiamiamo terzo mondo e forse (ma ne dubito)capirà che la castità é un altra cosa. Una donna di valore, la giornalista! Forse la grande differenza non é quella tra donne e uomini, ma fra intelligenti e stupidi;i primi non se ne vantano, sapendo che é un dono ricevuto e gli ultimi non sono in grado di capire nè l'intelligenza degli altri, nè la loro stoltezza (che vanno mostrando a tutti, compiaciuti). Sarebbe bello che dal pulpito si commentassero le Scritture ed ancora più bello che la Chiesa prendesse provvedimenti immediati e pubblici verso coloro che, comportandosi in modo immorale, allontanano i fedeli dai Sacramenti. Giovanni Paolo II va ricordato ed imitato, non serve farlo santo subito e poi dimenticarselo!

 
27/12/2012 - Una grande perplessità (Salvatore Antonio Sagliano)

Gentile autrice, condivido che il gesto del prete sia stato inadeguato ed esagerato, ma non condivido il rifiuto tout court del suo contenuto. Mi risulta che fino a qualche decennio fa, e per molti secoli prima, nelle famiglie e aree cattoliche era impensabile che una donna potesse andar vestita in maniera provocante: è sicura che non c'entra con il cattolicesimo? Lei ora si sente di normalizzare la mini-gonna al liceo, pretendendo che tutti i ragazzi e gli uomini debbano essere più attenti al "sorriso" e alla "innocenza" di una ragazza piuttosto che agli "istinti animali" provocati dal suo vestire disinibito. Ma se non è il modo di vestire che determina "chi siamo", è proprio necessario cambiare i costumi adeguandoli alle richieste del femminismo sessantottino, in barba a quell'autentico cattolicesimo che richiede una castità (anche negli abiti) che dia tempi e spazio a quella bellezza che voi stesse avete elogiato?