BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAPODANNO 2013/ Quando il Te Deum ti fa gustare meglio il cotechino con lenticchie

Pubblicazione:venerdì 28 dicembre 2012

Infophoto Infophoto

Son questi i pensieri di un fine anno, mentre si attende di stappare la bottiglia di spumante con malcelata allegria. Però al Te Deum laudamus io vorrei portare anche la scoperta dei miei ragazzi, che sono contemporanei di questa crisi e cercano di non fartela pesare. Altro che bamboccioni! Sono fantastici questi ventenni, perché hanno negli occhi una speranza tutt'altro che stupida e sognante: e loro, con noi, risolleveranno la fiducia, al netto delle ideologie che hanno fatto il loro tempo, quando addirittura non risultano ridicole. Quest'anno, ai miei amici, prima del te Deum, leggerò un brano di Sant'Ambrogio, che mi ha mandato un'amica, Ester, e che mi ha sorpreso per la sua attualità, benché sia stato scritto nel IV secolo.

"Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. 

Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.

Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro; siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio anche quando sembrerà che si dimentichino di voi.

Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande, non siate voi la zavorra che impedisce di volare.

Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna, e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è insopportabile una vita vissuta per niente.

Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e la stima che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio delle passioni, il gusto per le cose belle e l'arte, la forza anche di sorridere.

E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato: e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.

I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene".

Queste parole sono l'augurio che faccio a ciascuno, insieme con la frase che ho scelto per i miei auguri di Natale, e che sta nel mese di dicembre del libro Adesso 2013. E' di Santa Caterina da Siena, patrona dell'Italia, appunto: “Se sarete ciò che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo. Non accontentatevi delle piccole cose (foss'anche l'abolizione dell'Imu. ndr), Egli, Iddio, le vuole grandi”.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.