BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

J'ACCUSE/ D'Agostino: abortire down in Inghilterra? Fa orrore e lo facciamo anche in Italia

Pubblicazione:venerdì 28 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 28 dicembre 2012, 10.13

foto Infophoto foto Infophoto

E', quindi, improbabile che si riaccenda un dibattito su una pratica di “aborto terapeutico”? . “Purtroppo sì, fino a quando non ci sarà una cultura della vita, ormai perduta. Fino a quando non ci sarà un progresso straordinario nelle terapie- prosegue D'Agostino- Si potrebbe limitare questa pratica per ragioni economiche oppure per alcune patologie materne molto lievi che, potrebbero avere qualche rischio in più per la gravidanza e che potrebbero essere adeguatamente monitorate. Ecco, in quei casi sarebbe possibile limitare l'aborto. Però, credo che l'aborto terapeutico sia ormai un fatto certo”. La disinformazione e l'ignoranza sono spesso le peggiori barriere da abbattere: “Per ciò che riguarda i bambini affetti da sindrome di Down, è un argomento noto da anni, sono amatissimi dai loro genitori. Addirittura, circa trent'anni fa, uscì un libro su questo tema dal titolo “I figli più amati” da cui già da allora emergeva questo dato- spiega D'Agostino- Queste persone, se adeguatamente guidate, possono anche svolgere piccoli lavori che danno un senso alla loro quotidianità e a quella dei familiari che gli stanno accanto. Per quanto riguarda, invece, i bambini portatori di spina bifida possono, da adulti, laurearsi e avere ottime possibilità di impiego. Occorre, però, informare le madri che per la spina bifida ci sono possibilità terapeutiche: le donne dovrebbero essere a conoscenza di molti argomenti prima di compiere una scelta abortiva, soprattutto, se non più giovanissime. L'aborto potrebbe mettere fine a qualsiasi speranza di poter avere un altro figlio. Il giudizio abortivo dovrebbe essere sempre meditato”.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
28/12/2012 - L'aborto è sempre orrore. (claudia mazzola)

Ho sempre pensato cosa avrei fatto io in questo caso, dovrei esserci dentro per dirlo. A parole e da credente dico che non abortirei, ma anche Pietro ha detto a Gesù che non lo avrebbe rinnegato mai.

 
28/12/2012 - aborto terapeutico (maria gonano)

In Italia l'aborto terapeutico si pratica dopo 90 giorni dal'inizio della gravidanza, prima infatti è completamente "libero". L'ipocrisia è di chiamarlo terapeutico per eliminare tarati e malformati,questa è la prassi negli ospedali italiani; quando la smetteremo? Leo Aletti