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J'ACCUSE/ D'Agostino: abortire down in Inghilterra? Fa orrore e lo facciamo anche in Italia

Pubblicazione:venerdì 28 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 28 dicembre 2012, 10.13

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E' stato sospeso dalla sua formazione politica, il Partito Indipendente inglese, Geoffrey Clarck, il candidato che sul suo sito aperto per la campagna elettorale ha suggerito alle madri che portano in grembo un feto affetto dalla sindrome di Down o malato di spina bifida, di abortire “perchè costituiscono un peso per lo Stato e per la famiglia”. A nulla sono valse le “scuse” del candidato che giustificava la sua frase dicendo che “tali madri sarebbero state un peso per il Servizio Sanitario Nazionale”. “In sé, non è una notizia che merita particolare attenzione- dice Francesco D’Agostino, professore di Filosofia del diritto all’Università Tor Vergata di Roma, interpellato da IlSussidiario.net- perchè anche in Italia si praticano comunemente aborti cosiddetti “terapeutici”, quando si viene a scoprire che il feto ha questi tipi di patologie. Non è un fatto che non si conosca o non si pratichi. Pur non conoscendo il contesto inglese, penso che purtroppo, a tanti anni dalla legalizzazione dell'aborto, non ci sia davvero alcun bisogno che qualcuno si spinga a lanciare appelli del genere”. D'Agostino va a fondo nella questione e giudica scorretta la categoria cosiddetta di “aborto terapeutico” “E' sbagliata da un punto di vista semantico perchè serve a “coprire” casi di questo tipo. E ahimè, qualsiasi ipotesi di restrizione delle possibilità di ricorrere all'aborto legale o revisione della legge, non toccherebbe casi come questi. Sono quelli che l'opinione pubblica accetta con minore difficoltà”. E', amaramente, una questione di cifre. “In Italia ci sono 147mila aborti l'anno e nel 90% si tratta di feti perfettamente sani- continua D'Agostino- Se dobbiamo, quindi, porci un forte problema bioetico, dovremmo farlo anche per quelli sani che vengono fatti abortire in tutta tranquillità quando la donna la rifiuta per motivi legati a disagi psichici o fisici”. “In Europa, l'accettazione psico-sociologica dell'aborto è ormai radicata: l'idea abortista è talmente penetrata nell'opinione comune che ha spazzato il dibattito ed è impossibile ipotizzare, almeno in tempi brevi, che si facciano passi indietro. Potrebbe avvenire come è accaduto in Polonia che la precedente legge sull'aborto molto permissiva, venga sostituita da una più restrittiva ma, mediamente anche le leggi più restrittive non pongono limiti all'aborto terapeutico”. 


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COMMENTI
28/12/2012 - L'aborto è sempre orrore. (claudia mazzola)

Ho sempre pensato cosa avrei fatto io in questo caso, dovrei esserci dentro per dirlo. A parole e da credente dico che non abortirei, ma anche Pietro ha detto a Gesù che non lo avrebbe rinnegato mai.

 
28/12/2012 - aborto terapeutico (maria gonano)

In Italia l'aborto terapeutico si pratica dopo 90 giorni dal'inizio della gravidanza, prima infatti è completamente "libero". L'ipocrisia è di chiamarlo terapeutico per eliminare tarati e malformati,questa è la prassi negli ospedali italiani; quando la smetteremo? Leo Aletti