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NEONATO NEL WC/ Così il Mistero intreccia sei vite di fronte al bagno di un McDonald's

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Sarò un santo, che nel silenzio più profondo ascolta il canto dell’universo, il rumore del bruciare delle stelle, aspetterò sereno il sorgere del sole dopo le preghiere dell’alba. Non avrò cura di me, ma solo compassione per gli altri, comprenderò e aiuterò; tutti saranno un dono, ogni incontro un mistero. Mi perderò, dopo i primi anni di scuola, seguirò i violenti per impormi su tutti, soprattutto su quelli che mi hanno guardato con sospetto. Farò lo stesso mestiere di quello che ha aspettato mia madre fuori dal McDonald’s e poi l’ha portata via in macchina. Passerò per caso nel momento in cui ci sarà l’incidente e riuscirò a toglierti dall’auto, te e chi hai di più caro, mentre gli altri indietreggiano per la paura. Studierò, inspiegabilmente preciso, meticoloso; passerò le notti al microscopio, per passione, e alla fine riuscirò a trovare il rimedio, la cura. Avrò un amico, abiterà nella porta accanto e giocheremo nello stesso cortile, saremo come fratelli; chiamerà suo figlio con il mio nome, lo conoscerò solo al mio ritorno dalla patria che avrò cercato.


’Nunn c’è pericolo: quanno porteno un pupo de nissuno, poi queli che l’hanno sarvato se ripresenteno tutti; solo durante la mia guardia, so’ tornati la regazzina cor fidanzato, il ragazzo indiano e, come si niente fusse, pure i poliziotti della pattuglia. E pure io me lo guardo, ogni tanto, che dorme e non sa nulla.


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