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NEONATO NEL WC/ Così il Mistero intreccia sei vite di fronte al bagno di un McDonald's

Sabato notte, in un McDonald’s dell’Eur a Roma, una donna ha partorito nella toilette e lasciato il figlio nel wc. La cassiera gli ha salvato la vita. La lettura a più voci di PAOLA CARONNI

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Sono sei vite, sei persone diverse sono state toccate ieri da qualcosa di imprevisto, che segnerà per sempre le loro vite. E forse le intreccerà in un disegno misterioso. Ce le racconta Paola Caronni.

Io lavoro con lo spazzolone, prima la sala e poi i bagni, sono quasi invisibile, decine come me hanno lo stesso compito, la stessa divisa, stessi turni e paga; mi chiamano e mi vedono solo quando hanno bisogno. Per questo la ragazza ha chiamato me, unica che non ci pensa troppo ad infilare le mani nel water, nello sporco e nel sangue.
 

Stavo per cambiare bagno, appena spinta la porta, ma poi ho visto il bambino, un braccio e una manina, una cosa impossibile; per un attimo ho pensato di scappare e basta, che ci pensi qualcun altro, ma indietreggiando ho urtato il ragazzo, l’inserviente. Dopo sono anche riuscita ad aiutare e ho pulito il piccolino con la carta e gli stracci del carrello; con calma, infinita ed inspiegabile calma. Non avevo mai neanche preso in braccio un neonato.

Corsa improvvisa dopo l’allarme alla radio, chiamata della Centrale: adesso aspetto qui fuori dal McDonald’s in piedi, ciò ’na voia de farme una sigheretta che mo’ me l’accendo anche davanti a ’sto fotoreporter dela tv , ma che vorrà mai… Er pupo piagne, meno male… sta’ tranquillo che con la sirena e co’ Marietto al volante arriviamo in du minuti. 

Se neanche tua madre è riuscita a eliminarti, come l’ultimo scarto di nove mesi d’indifferenza, nel ricettacolo delle cose più sporche, come un rifiuto; e neanche i dieci centimetri di acqua fredda più infimi in cui sei stato immerso per i primi dieci minuti della tua vita, in cosa possiamo servire noi, che siamo solitamente certi di poter salvare le vite con la nostra scienza, se non soltanto a tenerti al caldo nell’incubatrice? Emanuele! Ma chi ha scelto il nome, che rasenta la bestemmia. Non ha avuto né mangiatoia né madre, e adesso qualche mio assistente troppo speranzoso lo carica anche di questo peso. Stanotte sono solo furioso.