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MINISTERO LAVORO/ L’Allarme antrace è rientrato. La busta conteneva polvere nera

Pubblicazione:martedì 4 dicembre 2012

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Tensione al ministero del Lavoro dove, per alcuni istanti, si è temuto il peggio. Presso la sede dell'Ispettorato del Lavoro in via Veneto 56, a Roma, è stato recapitato un pacco contenente della polvere nera sospetta. All’interno della busta c’era anche un messaggio che recitava: «adesso saperte cos’è l’antrace», in riferimento al temibile virus in grado di provocare istantaneamente un’infezione polmonare che, se non viene repentinamente individuata e curata può degenerare e portare alla morte; il virus divenne tristemente noto durante i cosiddetti “attacchi all’antrace” del 2001, ad una settima dall’11 settembre. Delle buste contenenti tracce del virus furono recapitate a dei senatori e a dei giornalisti. Morirono 5 persone e altre 17 restarono infettate. La busta è stata recapitata attorno alle 12.30. Non vi era alcuna persona specifica nell’indirizzo, ma un generico “ministero del lavoro”. Il plico, di conseguenza, è stato aperto nell’ufficio apposito, preposto alla corrispondenza, L’allarme, quindi, è stato immediato. Sapendo bene con cosa avrebbero potuto avere a che fare, gli uomini del 118 hanno rapidamente portato all’istituto Spallanzani, specializzato in malattie infettive, sette persone che erano entrate a contatto con la busta. Prevalentemente, dipendenti del ministro. Nel frattempo, gli agenti presenti hanno attivato tutte le procedure d’urgenza previste in questi casi. Contestualmente, sono intervenuti i vigili del fuoco e, in particolare, il nucleo Nbcr, agenti dei vigili del fuoco che intervengono laddove sussista un fondato pericolo di contagio da da sostanze nucleari, biologiche, chimiche o radiologiche, in grado di provocare seri danni alle persone. Fatti tutti i controlli del caso, fortunatamente l’allarme è in seguito rientrato. Si è scoperto, infatti, che non si trattava di antrace. «Come accade in questi casi gli addetti hanno avvisato il posto di polizia che ha attivato la procedura, chiamando i vigili del fuoco che hanno ritirato la busta», ha dichiarato il portavoce del ministero, spiegando che alcuni dei dipendenti entrati in contato con la busta sono già tornati al lavoro.

 


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