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Cronaca

BAD BOY SCOUT/ Introvigne: scoutismo ateo? Baden Powell aveva in mente i valori cristiani

Matteo Renzi è stato scout (InfoPhoto)Matteo Renzi è stato scout (InfoPhoto)

Prendiamo la Francia, dove c'è il più alto numero di scout, circa 82mila scout. Qui non si sono declinati come un movimento interconfessionale, ma ci sono diversi movimenti: uno di origine cattolica, uno protestante, uno ebraico, uno musulmano e anche uno laico per che non vuole professare alcuna religione, forse quello di componente anche più massonica. È interessante che non c'è ne sia uno solo, ma ognuno declina la religiosità di Baden Powell a modo suo.

Lo scoutismo in Italia è tradizionalmente legato a una visione politica che potremmo definire di sinistra, come mai?

All'interno del mondo cattolico ci sono stati dei problemi che in realtà sono precedenti al Concilio Vaticano II, risalgono infatti alla fine degli anni 50 quando in Francia, prima che in Italia, la componente cattolica fece una scelta politicamente a sinistra. Questo fece nascere una serie di branche separate, di cui la più grande è quella degli Scout d'Europa. Dal 2003 sono riconosciuti anche loro dal Pontifico consiglio dei laici insieme a guide e scout cattolici, di cui l'espressione italiana è l'Agesci.

La Chiesa non ha avuto difficoltà ad ammettere le intepretazioni più progressiste del movimento?

Diciamo che la Santa Sede ha preso atto che ormai di scout cattolici ne esistono due raggruppamenti, divisi da una opzione politica diversa. I tradizionali, cioè l'Agesci, hanno fatto una scelta di sinistra che ha portato molti che non la condividono a formare gli Scout d'Europa. Tutti e due sono riconosciuti su scala internazionale e hanno anche il riconoscimento vaticano. Questo è un segno dei tempi, non si può dire sia un problema post conciliare. Si può dire che in Italia la politica ha diviso invece che unire. Tutta questa divisione ha avuto origine nella politica, però la Chiesa cattolica è inclusiva e tende a far spazio a sensibilità diverse. 

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COMMENTI
05/12/2012 - No alle fazioni, grazie. (Savia Federico Maria)

Introvigne è chiaro e condivisibile quando spiega bene che lo scoutismo non nasce come movimento confessionale, ma che ha in sé un afflato religioso. Che lo scoutismo senza tale afflato è altro (movimento giovanile generico diverso o legato ad una storia partitica come l'esempio dei Pionieri del Partito Comunista o dei Balilla in Italia). Non lo condivido nella seconda parte quando in modo superficiale vuole dividere gli scout italiani in scout di sinistra di Agesci e di destra gli Scout d'Europa (peraltro è vero che entrambi hanno riconoscimento del Vaticano e della CEI, ma gli Scout d'Europa, o FSE, non hanno ancora riconoscimento del Movimento Mondiale Scout e Guide). Rigetterei questa semplificazione parlando soprattutto di Agesci, che conosco in quanto capo in Agesci, dove agiscono come educatori persone di ogni "fede" politica (se si può parlare di fede) e non esiste un pensiero unico, anzi. Questa semplificazione non ci fa bene perché se è vero che può renderci più vicini a qualche ambiente ecclesiastico, dall'altra parte può creare dei problemi rispetto ad altri ambienti, per questioni futili, di mero pregiudizio insomma, con un mancato riconoscimento dell'impegno educativo che Agesci svolge su gran parte del territorio italiano nei gruppi delle parrocchie. No alle fazioni quindi, ma sì al dialogo e all'accoglienza da ogni parte per un maggiore riconoscimento reciproco nell'interesse dei ragazzi e delle famiglie.