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PROCESSO SARAH SCAZZI/ Meluzzi: la confessione di Michele Misseri? E' un depistatore, Sabrina è innocente, il processo si basa su ipotesi infondate

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Sabrina e la madre, foto InfoPhoto  Sabrina e la madre, foto InfoPhoto

PROCESSO SARAH SCAZZI: COSA SIGNIFICA LA CONFESSIONE DI MICHELE MISSERI? - Michele Misseri si è proclamato un'altra volta unico colpevole della morte della nipote Sarah Scazzi. E' successo oggi al processo a Taranto in cui l'uomo è stato convocato a deporre. Tra le lacrime, ha ripreso ancora una volta la sua tesi, quella di uno scatto nervoso che lo ha portato a strozzare Sarah con una corda. Una confessione che ha mandato sulle furie il suo avvocato difensore, che si è dimesso immediatamente dal suo incarico per manifesta incompatibilità tra le tesi della difesa e le parole di Misseri. Per Alessandro Meluzzi, contattato da ilsussidiario.net, Michele Misseri non è altro che un depistatore, un mentitore che vuole allontanare la verità dei fatti. Non solo: "Anche Sabrina è innocente, questo processo è tutto da rifare perché tutte da rifare sono le indagini, non esiste uno straccio di indizio che possa incastrare la figlia di Misseri. Gli scenari e le persone coinvolte sono altri".

 

Ennesima auto accusa di Michele Misseri: dal punto di vista psicologico, che idea si è fatto di lui?

 Esiste una sindrome che viene studiata in psichiatria forense che si chiama sindrome di Ganser: è la sindrome del mentitore isteroide sistematico. E' una sindrome che risale alla psicologia militare, tipica di quelli che si fingevano matti per non andare in missioni di guerra particolarmente pericolose o cercavano di sfuggire al reclutamento.

 

Ci spieghi meglio...

Significa ricostruire continuamente storie sempre fantasiose, sempre false, sempre menzognere fino a superare una certa soglia nella quale l'individuo diventa talmente immerso nella parte istrionica da perdere anche i contorni stessi della realtà, ma non delle finalità delle sue azioni, che sono quelle di non fare il militare, cioè di non pagare pegno. Quindi, come diceva il comma 22 dell'aviazione militare, chi è matto non può partecipare alle missioni di volo ma chi spiega di non poter partecipare alle missioni di volo perché matto, vuol dire che non è matto.

 

E' questo il punto di contatto con Michele Misseri?

Per Misseri a questo punto tutto è diventato totalmente confuso tranne le finalità, che sono il depistaggio della verità. Misseri è un grande, organizzato e strutturale, depistatore. 

 

Depistaggio da chi o da cosa?

La domanda da farsi è: si depista che cosa e perché. Si depista perché si vuole allontanare dalla verità dei fatti ed è quello che io ho sempre pensato fin dall'inizio di questo processo. Una delle ragioni per cui questo processo è inestricabile è perché è stato descritto e assunto fin dall'inizio come un delitto intra villino, intra villare, come se avessimo scartato radicalmente ciò che non poteva essere scartato.

 

Che cosa è stato scartato?

Che lo zoom di questo scenario sia più allargato, che coinvolga altre persone, che l'omicidio sia avvenuto altrove fuori della casa e più tardi, in contesti diversi e per motivazioni diverse.

 

Su cosa si fonda questa ipotesi?

Ci sono una dovizia di particolari che dovrebbero far riflettere: lo svuotamento dello stomaco, nessuna traccia all'interno della casa. Si è scelto di assumere un'unica posizione, che il delitto cioè sia avvenuto dentro la casa. Essendo in tre e scartato Misseri, è chiaro che non rimangono che Sabrina e la madre.

 

Dunque bisognerebbe indagare meglio?


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