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PROCESSO SARAH SCAZZI/ Michele Misseri: l'ho uccisa io con la corda. L'avvocato difensore lascia l'incarico

Pubblicazione:mercoledì 5 dicembre 2012

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Caos al processo per l'omicidio di Sarah Scazzi. E' l'ennesimo colpo di scena, ma mica tanto. Michele Misseri è dal giorno della sua prima confessione che ha abituato a questi colpi di scena continui: si auto incolpa, cambia parere, accusa la figlia e la moglie, poi si accusa di nuovo. Indagate e accusate come uniche autrici dell'uccisione di Sarah sono infatti la figlia del Misseri, Sabrina, e la moglie, Cosima. Michele Misseri, scarcerato da tempo, è accusato solo di aver nascosto il corpo della ragazzina. Niente di così grave da tenerlo in carcere. Oggi si è tenuta la sua deposizione in aula nel corso del processo in corso e come annunciava da tempo, Misseri si è di nuovo dichiarato colpevole: ho ucciso io Sarah con la corda. Questo rimorso, ha aggiunto, non me lo posso più portare dentro. Il vero colpo di scena però è stato che dopo tale dichiarazione il suo avvocato difensore ha rimesso il suo mandato. Armando Amendolito, il legale, ha rimesso il mandato dichiarando non esistere  aderenza tra la linea della difesa e quanto detto dal Misseri. Insomma, zio Michele andrebbe per la sua strada infischiandosene di quanto stabilito con il suo avvocato. Ennesima dimostrazione di uno psicopatico che vuole a tutti i costi attirare l'attenzione su di se oppure reale colpevolezza? L'impressione è che non si giungerà mai a un verdetto chiaro sul mistero di Avetrana. Intanto la seduta in aula dopo le dimissioni dell'avvocato è stata sospesa. L'interrogatorio stava avvenendo da parte del legale difensore della figlia Sabrina, Misseri stava ricostruendo i fatti partendo da quel 26 agosto 2010 quando Sarah venne uccisa. Ha ripetuto la sua versione dei fatti: si era svegliato con il mal di testa era sceso dopo pranzo in garage. Ha ricostruito la scena dell'omicidio e a questo punto è scoppiato a piangere. Il legale di Sabrina gli aveva chiesto se fosse stato lui a uccidere Sarah e in un primo momento Misseri aveva detto di no. Poi invece ha cambiato idea e ha ammesso: "Sì. Questo rimorso non lo posso più portare dentro di me". E a questo punto il colpo di scena con le dimissioni dell'avvocato del Misseri.


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