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UDIENZA PAPA/ Quel "disegno" che toglie l’insoddisfazione a ogni uomo

Pubblicazione:mercoledì 5 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 6 febbraio 2013, 23.28

Benedetto XVI (Infophoto) Benedetto XVI (Infophoto)

Suggerisce il Papa, con accenti agostiniani, bisogna “lasciarsi afferrare dalla Verità che è di Dio, una Verità che è amore”. In questo consiste “l’obbedienza della fede”. Non prima e non solo su precetti, dogmi e verità teologiche, ma nella disponibilità alla conversione, vale a dire a un “cambiamento di mentalità” per cui “il Dio che ci è rivelato in Cristo e ha fatto conoscere il suo disegno di amore, ci afferra, ci attira a Sé, diventa il senso che sostiene la vita, la roccia su cui essa può trovare stabilità”.

Possono sembrare discorsi dotti, citazioni altisonanti, ma basta guardare alla Chiesa degli ultimi anni e al suo pastore per capire che è l’unica strategia possibile per navigare sicuri: come avrebbe potuto attraversare la stagione degli scandali e dei corvi, il successore di Pietro, se non avesse accolto nella sua vita la visione di Cristo sulla realtà? Benedetto XVI “comprende secondo Dio” le imperfezioni del mondo, le ama, le accoglie e rimane saldo. La lezione migliore, condensabile persino nei famosissimi 140 caratteri dei nuovi tweets apostolici: “Il disegno di benevolenza di Dio ci avvolge. Lasciamoci prendere”.



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