BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO/ L’esperto: il “fuorionda” del consigliere grillino? Giusto trasmetterlo

Infophoto Infophoto

Ovviamente no: se ne fa uso anche con obiettivi seri, come quelli perseguiti dai programmi d’inchiesta come Report dove, invece, prevale la tutela del diritto all’informazione. E’ esperienza comune, del resto, ricordare almeno qualche fuorionda di politici che, poco prima dei dibattiti, avevano inavvertitamente svelato dei retroscena di evidente interesse pubblico.

Nel caso di Favia, quindi, a cosa siamo di fronte?

La definizione di fuorionda riguardo al caso di Favia, alla luce di quanto detto, è impropria. Non è stato un fuorionda, quanto una registrazione fraudolenta. E’ pur vero che il giornalista, registrando quanto detto dal consigliere grillino, non solo non ha mentito, ma ha anche informato il pubblico su una vicenda di interesse generale. E indubbio, infatti, che la regolamentazione interna del partito di Grillo sia tale e le sue sorti riguardano tutti i cittadini.  Il parere di Favia, che è oltretutto un personaggio pubblico, era quindi meritevole di essere conosciuto.

Eppure, il giornalista, nel momento in cui fa un’intervista, dovrebbe dichiararlo apertamente

Ha, indubbiamente, il dovere di presentarsi esplicitamente come tale. Tuttavia, vi sono dei casi particolari in cui il contenuto di cui viene a conoscenza ha rilevanza pubblica. E spetta a lui valutare se renderlo noto o meno.

 

(Paolo Nessi

 

© Riproduzione Riservata.