BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL FATTO/ Scarpitti, l’imprenditore talent scout del buon vino

Imprenditore? Sommelier? Wine scout? Per MARCO GATTI è difficile rinchiudere in una definizione Fabio Scarpitti, istrionico e geniale uomo del vino, titolare con la moglie di un’enoteca

Fabio Scarpitti Fabio Scarpitti

Imprenditore? Sommelier? Wine scout? Difficile rinchiudere in una definizione Fabio Scarpitti, istrionico e geniale uomo del vino, titolare, con la moglie Paola, di un’enoteca e di un’attività di distribuzione di vini, a Milano, lo Spazio Scarpitti (via Petrocchi, 21 – tel. 0228510470), fra Gorla e Precotto. Ha fatto la gavetta, mentre frequentava la scuola alberghiera, lavorando come cameriere, sacrificando le estati della giovinezza. Sulla scia di maestri come Giuseppe Vaccarini, già presidente della sommellerie mondiale, è diventato sommelier preparato, e ha raggiunto traguardi importanti come la conquista del titolo di Campione italiano.

Ha lavorato in ristoranti prestigiosi (uno per tutti, Aimo e Nadia di Milano), facendosi apprezzare come professionista di valore. Nel 2000 ha dato vita a un’iniziativa imprenditoriale, che con il successo strepitoso ottenuto, ha segnato una vera rivoluzione nel mondo del vino italiano. La sua idea vincente? Scoprire e portare alla ribalta piccoli produttori, di grandissimo valore, facendo una politica del rapporto qualità/prezzo capace di soddisfare tutte le fasce di consumatori, dagli intenditori con grande capacità di spesa ai giovani con pochi soldi in tasca. L’impatto sul mercato di questa sua scelta di campo è stata clamorosa. La sua selezione di vini di eccellenza, di cantine poco note, molte volte sconosciute, oltre a dare futuro a vignaioli, spesso giovani, nel tempo ha conquistato spazio nel mondo della ristorazione, dando il là a un fenomeno che ha visto tanti ristoratori, rinnovare le loro carte dei vini, da tempo fossilizzate sui soliti noti.

La sua opzione a favore di un’offerta ragionevole sotto il profilo economico, ottenendo il consenso del pubblico, ha reso evidente che la disaffezione di tanta clientela nei confronti del vino aveva come causa una politica dei prezzi sbagliata. Chi raggiunge via Petrocchi, si tratti del personaggio famoso che arriva in auto blu con l’autista, o dell’operaio che arriva in bicicletta, sa che non sarà trattato come pollo da spennare, ma come un re. I locali sono vuoti? La crisi provoca un calo dei consumi?