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IL CASO/ Il sogno dell'Eldorado fiscale inganna i Comuni in fuga dal Veneto

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Non per amore, ma per denaro. La richiesta di Feltre, 20mila abitanti, il più grosso centro della provincia dopo il capoluogo Belluno, di traslocare in Trentino riaccende in modo clamoroso la grande voglia di fuga di tanti Comuni veneti verso una delle due regioni confinanti a statuto speciale; in particolare il Trentino-Alto Adige, che è un po’ più speciale, anzi parecchio, se non altro per la quantità di risorse di cui può disporre. E con questo, sono già una ventina i municipi del Bellunese che vorrebbero andarsene; oltre a otto nel Vicentino, sull’altopiano di Asiago; e uno nel Veneziano che invece guarda al Friuli-Venezia Giulia. In quasi nessuna situazione esistono motivi storici o comunque legati a vecchie tradizioni; prevale la componente economica, in ossequio al vecchio detto che l’erba (finanziaria) del vicino è comunque più verde.

Quale prospettiva concreta di trasloco ci sia, è decisamente ardua: le procedure sono lunghe, ma soprattutto non  risulta che dall’altra parte del confine ci sia molta voglia di aprire le porte ai nuovi venuti; a parte il caso di Cortina, nei cui confronti la Provincia autonoma di Bolzano ha aperto le porte, per motivi più che lampanti e che poco o nulla hanno a che fare con le radici. E’ del resto abbastanza singolare e tutta e solo veneta, questa grande voglia di fuga dei Comuni veneti in cerca di presunti Eldorado istituzionali... Ci sarà pure un motivo se nella Lombardia (che pure confina con il Trentino-Alto Adige felix) pochissimi ci abbiano provato: capitò ad esempio con Bagolino, che peraltro rinunciò quasi subito grazie a un convincente pacchetto di interventi della Regione. E pressoché isolato è rimasto resta pure il caso del Piemonte, con Noasca, che peraltro si è visto sbattere la porta in faccia dalla Val d’Aosta.

Quali che ne siano le ragioni, il fenomeno è specchio di due debolezze. La prima: in qualsiasi sistema, che obbedisca alle leggi della meccanica come della politica, quando si manifestano spinte centrifughe è perché al centro si sono indeboliti i meccanismi che garantiscono la coesione. La seconda: la richiesta di aggregarsi a un territorio più ricco o più protetto è una mossa di difesa non di attacco, la cui massima ambizione è quella di collocarsi nella zona grigia del «mi metto dove sto meglio».


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