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Cronaca

DENISE PIPITONE/ L'intercettazione shock: vai a prendere la bimba. La svolta?

Spunta il testo di una intercettazione telefonica risalente al 2004: due persone discutono di una bambina. Forse una svolta nelle indagini sul rapimento di Denise Pipitone

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Denise Pipitone, scomparsa apparentemente nel nulla dall'estate del 2004, uno dei tanti casi di sparizione di minori (Denise all'epoca aveva solo 4 anni) di cui purtroppo sono ricche le cronache italiane. Nel caso in questione c'è però una traccia, in quanto è sotto processo la sorellastra della bambina per parte di padre, Jessica Polizzi, accusata di concorso in sequestro di minore. Adesso viene resa nota una intercettazione telefonica risalente al 24 novembre 2004, circa tre mesi dopo la scomparsa della piccola. L'intercettazione telefonica è stata resa nota dall'avvocato dei genitori di Denise, Giacomo Frattizza, che ne ha chiesto la trascrizione durante una delle ultime udienze del processo. Infatti lo stesso avvocato ha scoperto solo ora questa intercettazione andando a riprendere in mano tutto il verbale degli atti di indagine, qualcosa come la bellezza di 350mila pagine. A questo punto non ha potuto fare a meno di chiedere che venisse messa agli atti del processo. Gli avvocati della Polizzi hanno chiesto di riflettere sulla richiesta mentre la pubblica accusa non ha avuto da obbiettare. Ricordiamo che Frattizza è avvocato di parte civile. Nell'udienza si è assistito a uno scambio molto forte tra accusa e difesa anche perché son stati sentiti gli investigatori che si occuparono delle ricerche della bambina subito dopo la sua scomparsa. E' apparso evidente quanto la madre della piccola la signora Piera Maggio, ha sempre sostenuto e che cioè furono fatti errori decisivi durante la primissima fase delle ricerche. Tornando invece alla telefonata intercettata, si sentono due voci parlare in stretto dialetto siciliano. Ecco quello che dicono: Va pigghia a Denise, ma Peppe chi ti rissi?" (Vai a prendere Denise, ma Peppe cosa ti ha detto?) dice la prima voce a cui l'altra risponde: "Ma dunni l’ha purtari?" (Ma dove la devi portare?). Può essere questa telefonata una svolta nelle indagini E a chi apparteneva le due voci? Secondo i genitori di Denise i carabinieri che si occuparono delle indagini furono depositati proprio da Jessica Pulizzi. Furono infatti indirizzati a una abitazione sbagliata quando si recarono a casa della madre di Jessica.