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Cronaca

LA STORIA/ Quei metri di neve sopra l'Abruzzo del terremoto capaci di far rinascere amicizie

Neve alta in Abruzzo (InfoPhoto)Neve alta in Abruzzo (InfoPhoto)

Diversa la situazione all’Aquila. Una città terremotata che con i tanti centimetri di neve caduta vede forte il rischio di forti danneggiamenti degli edifici ancora puntellati, con tetti che rischiano di crollare sotto il peso della bianca coltre. Chi vive nell’estrema periferia, dove sono sorti i nuovi quartieri, i villaggi temporanei è rimasto imprigionato, impossibilitato a raggiungere i luoghi di lavoro. Per chi fa vita di città e non ha saputo adattarsi a questa imprevista situazione i disagi sono stati esponenziali.

Disagi per chi lavora, per chi si è trovato in autostrada nel momento di massima violenza delle nevicate. Sul percorso tra Roma e L’Aquila, nei primi giorni auto e pullman bloccati in autostrada per quasi 24 ore. Treni fermi lungo il percorso con i passeggeri al freddo. Giornate difficili, dove si è messo in viaggio solo chi doveva farlo per motivi improrogabili.

Le bufere di neve provenienti dai Balcani hanno flagellato i paesi sulla costa. Così mentre c’era chi si è divertito a fare sci di fondo sulla spiaggia, dove d’estate ci si stende a prendere il sole, la maggior parte della gente è rimasta bloccata su strade dove nessuno nelle prime ore è passato a pulire o a gettare il sale. Una città come Pescara è rimasta bloccata. Muoversi è stato difficile, anche se la neve non ha superato i 30 centimetri.  Bufere di neve sull’autostrada A14 con i camionisti fermati ai caselli autostradali assistiti dai volontari della Croce Rossa che sono riusciti a distribuire pasti caldi per tutti. 

Ieri, domenica, il raggio di sole uscito nel pomeriggio è scomparso. Il freddo e il ghiaccio tornano ad essere i principali nemici. Rimane, a riscaldare la gente, quell’amicizia riscoperta. Quel rapporto umano che solo la lentezza voluta dalla neve ha saputo far riscoprire. Nonostante i disagi e i danni.

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