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ICI E CHIESA/ Bozza del governo: via l'esenzione per le attività commerciali

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Ici e immobili della Chiesa, si cambia. Dopo lunghissime polemiche, il governo sta preparando una bozza che sarà presentata fra due giorni in occasione dell'anniversario dei Patti Lateranensi. Una bozza sembra spinta dalla paura di ricevere una condanna dall'Unione europea per "aiuto di Stato illegali". In sostanza si procederà a far pagare la tassa sugli immobili a tutte quelle realtà che risulteranno non esclusivamente no profit. Infatti la legislazione attuale prevede che ogni ente, anche non della Chiesa, che svolga attività esclusivamente di assistenza senza guadagno non debba pagare l'ici. Il dibattito in merito ha sollevato numerosi pareri discordanti con prese di posizione dal punto di vista legale che in linea di massima concordavano che le attività della Chiesa non erano da sottoporre al pagamento dell'ici in quanto, ad esempio gli ospedali, svolgono attività di pubblico interesse sociale e civile che in definitiva fanno risparmiare soldi allo Stato. La Chiesa comunque aveva espresso la sua volontà di collaborare con lo Stato per controllare caso per caso le realtà di immobili che non avessero svolto attività no profit. Le stime fatte da esperti del settore hanno calcolato che ogni anno lo Stato perderebbe circa un miliardo di euro di mancati introiti sugli immobili di proprietà della Chiesa anche perché oltre all'esenzione sull'ici ci sarebbe uno sconto del 50% sull'ires. Secondo altri calcoli la Chiesa italiana tra scuole private, ospedali e alberghi gestiti da fondazioni religiose incassa ogni anno circa 4 miliardi di euro. Circa 100mila immobili. A Roma ci sarebbero 800 scuole, 65 case di cura, 43 collegi e 20 case di riposo che rientrano nella categoria. Il governo ha dunque intrapreso la via della richiesta di pagamento, complice il momento di forte crisi e di tagli su tutti i settori e la paura di una condanna dell'Unione europea per aiuto illegale ad altro Stato: gli enti ecclesiastici dovranno pagare le tasse, anche se il governo si impegna a fare salve le attività puramente no profit. Dopo domani dunque Mario Monti incontrerà il segretario di Stato vaticano Bertone per spiegargli la proposta.


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