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SAN VALENTINO 2012/ Rondoni: contro l’amore ridotto a nevrosi, torniamo a Dante

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SAN VALENTINO 2012: L'AMORE E' CAMBIATO DAI TEMPI DI DANTE? - «L’amore è sempre l’amore, non si discute, ma la differenza è che l’uomo contemporaneo, quando ne parla descrive un sentimento, mentre per Dante l’amore non era solo questo, ma innanzitutto una forza, che infatti “move il sole e l’altre stelle” (Paradiso XXXIII, 145 ndr). Noi crediamo che la forza si trovi proprio nei sentimenti, mentre per Dante l’amore è una forza che coincide con il nocciolo del reale, ed è questa la differenza principale». In occasione della festa degli innamorati, IlSussidiario.net ha contattato il poeta e scrittore Davide Rondoni, che in questa intervista spiega la trasformazione del termine “amore” da Dante fino ai nostri giorni. «Come si vede anche dalla propaganda, San Valentino è un’esaltazione del sentimento che inevitabilmente porta al sentimentalismo, mentre per Dante l’esaltazione dell’amore che “move il sole e l’altre stelle” diventa il viaggio di una vita, la “benzina dell’esistenza”. La differenza principale è proprio questa: l’amore a San Valentino è qualcosa che si sente, l’amore in Dante è un qualcosa che si ha».

Per molte persone il 14 febbraio è un giorno dedicato esclusivamente al consumismo, che non va oltre a qualche mazzo di fiori e una scatola di cioccolatini. A suo giudizio questa festa conserva ancora qualcosa che riesce a superare questa coltre di superficialità?

San Valentino è una festa inventata dagli americani certamente per motivi commerciali, ma non solo. Gli americani non sono solamente dei semplici mercanti, ma hanno capito che l’uomo ha bisogno di festeggiare le cose fondamentali della vita, e l’amore è sicuramente una di queste. Per cui, prima di arrabbiarsi con gli americani per aver inventato questa ricorrenza, bisogna capire come mai proprio noi non ci abbiamo pensato prima.

La avremmo dovuta inventare noi?

Le parlo da Bologna, dove è nato Guinizzelli, colui che ha inventato il Dolce Stil Novo. Siamo stati proprio noi italiani ad inventare la poesia e la letteratura d’amore, compreso anche Dante, e quindi sì, credo che avremmo dovuto inventare noi la festa dell’Amore, non gli americani. L’errore macroscopico di questa ricorrenza non è la sua stessa esistenza, ma il suo contenuto sentimentalista e commerciale. Forse sta proprio a noi, visto il nostro bagaglio culturale, dare una nuova impronta a questa festa.

Che cos’è oggi per noi l’amore?

Sull’amore è in corso un dibattito fortissimo e spesso le più grandi discussioni sono proprio su questo tema. L’uomo contemporaneo è infatti spesso assillato da questo argomento, cioè da cosa significa veramente amare. Il significato di questa parola è sicuramente cambiato nel tempo, e in molti hanno ridotto l’amore a un sentimento che si prova, invece che a una forza che esiste ed opera. Per gli antichi Amore era addirittura un Dio, quindi non una cosa che si provava, ma una presenza che si imponeva.

Ci aiuti a capire.



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COMMENTI
14/02/2012 - Dante e l'Amore (Michele Sirianni)

L'Amore a Dante: "Ego tamquam centrum circuli, cui simili modo se habent circumferentiae partes; tu autem non sic" (Dante, Vita Nuova XII, 22 e ss)