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PAPA/ Non conformatevi al potere della finanza e dell’opinione pubblica

Oggi Benedetto XVI ha parlato ai seminaristi di Roma incontrandoli al Laterano e li ha esortati a stare in guardia rispetto ad alcuni pericoli della contemporaneità.

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Oggi Benedetto XVI ha parlato ai seminaristi di Roma,  incontrandoli al Laterano in occasione della festa della Madonna della Fiducia, e li ha esortati a stare in guardia rispetto ad alcuni pericoli della contemporaneità. In particolare, il Papa ha suggerito loro di non lasciarsi condizionare dal conformismo del mondo. Nel corso di una lectio divina che si ispirava alle lettere di San Paolo ai Romani – perché, ha sottolineato, Paolo parla ai romani e agli uomini di tutti i tempi -, ha passato in rassegna due poteri tanto benefici e positivi se usati correttamente, quanto nefasti ed esiziali se non governati adeguatamente: ovvero, «il potere della finanza» e quello «dei media». Si tratta di due elementi che, benché la loro utilità sia manifesta a chiunque, sono altrettanto «abusabili»  e in grado di «diventare contrari all'uomo». Il Pontefice, parlando della finanza, ha spiegato che può facilmente trasformare il denaro, da semplice strumento, in «mammona», un potere in grado di opprimere l’essere umano. «Il cristiano è contro questo conformismo della sottomissione», ha aggiunto. Rispetto ai media, ha fatto presente che una pericolosa declinazione del potere derivante da essi, è quello della cosiddetta opinione pubblica. Secondo Ratzinger «abbiamo bisogno delle informazioni», ha riconosciuto, «ma non ci può essere il potere dell'apparenza, in cui alla fine conta quello che viene detto più della realtà e l'uomo vuole solo apparire».

Caratteristica peculiare dell’essere cristiano, ha continuato, consiste proprio nel suo «non conformismo», che si manifesta nel ricercare continuamente la «libertà della verità» ribellandosi, quindi, all’«oppressione dell'apparenza». Benedetto XVI, proseguendo a braccio, si è poi augurato, dal momento che della Chiesa di Roma discute tutto il mondo: «speriamo che si parli anche della nostra fede». In riferimento alle polemiche che, in questi giorni, hanno riempito le pagine dei giornali, in merito a presunti dissidi intestini che vedono protagonisti i cardinali, ha commentato: «Speriamo, cioè, che si parli non di tante cose ma della fede della Chiesa di Roma».