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Cronaca

LA STORIA/ Don Giuss e quel Barolo del ‘74

Don Giussani e Angelo ZolaDon Giussani e Angelo Zola

Davanti alla mia scrivania, mentre scrivo queste parole, ho una foto del don Gius che mi è molto cara: mentre fuma un antico toscano e guarda stupito chi ha di fronte a sé, proteso ad ascoltarlo. Come di fronte a quel Barolo del 1974. Quante cose ci ha insegnato quell’uomo e quanta tenerezza provai il giorno in cui venne a casa mia, nel maggio del 1985 e si stupì del Barolo chinato, servito come aperitivo. All’Abbazia di Staffarda, quella sera, si capiva che c’era fra noi quella nostalgia di un incontro, che tuttavia non è come una cosa del passato, ma una strada che si può percorrere giorno per giorno.

Questa foto invece è una chicca: don Giussani che ride a crepapelle con Angelo Zola, il re dei barman. Una foto rara, scattata dopo la celebrazione del matrimonio del figlio Peppino con Adriana Mascagni. Quanti ricordi bellissimi ci ha lasciato il don Gius, ma soprattutto quanta “febbre di vita” - come fu detto al suo funerale - ha trasmesso a intere generazioni scuotendole dal torpore di una vita senza sorpresa. A lui, per sorprendersi di un Altro, sarebbe bastato un vino.

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