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PAPA/ Benedetto XVI ai 22 nuovi cardinali: lavoriamo per l’unità del popolo di Dio

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Nel corso di una suggestiva cerimonia, come lui stesso l’ha definita, il Papa ha invitato i nuovi cardinali a mirare all’unico vero obiettivo del nuovo compito cui, nell’essere creati nel Concistoro, sono chiamati; ovvero, il «servizio dell'amore». Così Benedetto XVI ha invitato i 22 nuovi porporati a guardarsi dalle lusinghe del potere, nel corso della messa a cui, in San Pietro, hanno assistito numerosi fedeli. C’erano anche il presidente del Consiglio Mario Monti e la moglie. Il pontefice, riferendosi alle sfide che la Chiesa sta attraversando, ha rivolto una speciale preghiera alla Madonna, chiedendole di dare la forze a lui e ai suoi collaboratori di lavorare instancabilmente per l’unità del popolo di Dio.  Ratzinger ha, inoltre, ricordato ai neo principi della Chiesa - che con il quarto concistoro indetto sotto il suo pontificato, diventano 63 gli elettori nominati da lui – il significato della berretta rossa che indossano: il donò di sé sino all’estremo sacrificio. «Ai nuovi cardinali – ha detto - è affidato il servizio dell'amore: amore per Dio, amore per la sua Chiesa, amore per i fratelli con una dedizione assoluta e incondizionata, fino all'effusione del sangue, se necessario». Il Papa ha, inoltre, ricordato che il loro compito, che è servire la Chiesa, andrà portato avanti «con la limpidezza e la sapienza dei maestri, con l'energia e la fortezza dei pastori, con la fedeltà e il coraggio dei martiri». Ha, poi, fatto presente che la loro missione dovrà sempre essere portata avanti «in cristo», rispondendo alla sua logica e non a quella del mondo. In tal senso, ha fatto presente che la fede autentica può solamente essere orientata verso l’amore. Una fede egoistica non sarebbe vera. «Chi crede in Gesù Cristo ed entra nel dinamismo d'amore che nell'Eucaristia trova la sorgente, scopre la vera gioia e diventa a sua volta capace di vivere secondo la logica del dono», ha commentato. In seguito, ha spiegato ai 22 che la loro nuova «dignità» è stata ad essi conferita per manifestare l’apprezzamento nei confronti del loro fedele «lavoro nella vigna del Signore, rendere onore alle Comunità e alle Nazioni da cui provenite e di cui siete degni rappresentanti nella Chiesa, investirvi di nuove e più importanti responsabilità ecclesiali, ed infine chiedervi un supplemento di disponibilità per Cristo e per l'intera comunità cristiana».

 


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