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CIOCCOLATO/ Scoprire a Venezia come nasce una pralina…

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I segreti del cioccolato a Venezia  I segreti del cioccolato a Venezia

Siamo sempre in giro, ancor più all'inizio di un nuovo anno, che è l'anno della sfida, della ricerca di ciò che vale e che resiste, nonostante quella che viene chiamata crisi. Venerdì Venezia era piena di stranieri e girarla a piedi è stato riposante. Al ponte de la Frescada in calle Campaniel, c'è la cioccolateria Vizio-Virtù, che in un attimo, dalla vetrina, spiega come nasce il cioccolato, dalle fave di cacao alla pralina. La signorina che stava dietro al banco è uscita, alle 15, e ha messo un cartello con l'avviso “torno subito”. E nel giro di 10 minuti s'è formato un crocchio di curiosi che voleva entrare. Forza del cioccolato o di un indovinato design ? Mentre giravo per una parte di Venezia che non conoscevo, mi chiedevo se a Milano, per caso, abbiamo la coscienza che l'Expo del 2015 dovrà giocare la carta di questa città bellissima, unica al mondo, terra di integrazioni, non solo sociali, ma anche alimentari. E il cioccolato è un simbolo, in una città che ha fatto propria la ricchezza delle spezie.
Alla sera a Padova, al ristorante Forcellini, mamme e bambini si sono ritrovati insieme a mettere le mani in pasta, prima di una cena a chilometro zero, con gli amici della Coldiretti e del Club di Papillon. E s'è bevuto il vino dei Colli Euganei, buonissimo, che quest'anno celebra il primo anno della Docg per il Fior d'Arancio, vino dolce da scoprire. Da Padova a Verona, con Marco Gatti, al palazzo della Gran Guardia: abbiamo assaggiato settanta campioni di Amarone dell'annata 2008, che oggi racconto sulla Stampa, con la segnalazione dei migliori. Ma quanto è buono l'Amarone ? Non è stato facile ripartire, alla volta di Brescia, sulla collina alta di Collebeato, dove lo chef del Carlo Magno, Beppe Maffioli, ha imbastito una cena a base di patate, coi vini e gli olii di Gianfranco Comincioli di Puegnago del Garda.
Anche qui, una settantina di persone si sono ritrovate per il piacere di celebrare le specialità del proprio territorio, accettando l'invito del club di Papillon locale. Il giorno dopo, mentre la neve invadeva il mio Piemonte, a Crema c'era il sole.



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