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IL CASO/ 1. Così il "Grande fratello" di Monti divide l’Italia

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C’è qualche cosa di più. Nessuno scrive sui giornali o parla in televisione della “bolla speculativa” che ha creato la grande crisi. Questa “bolla”  viene ormai stimata secondo numeri astronomici, non economici: circa 1.500.000 miliardi di dollari, in termini più moderni e sintetici 1,5 quadrilioni di dollari. E non si scrive e neppure o si parla del cosiddetto shadow banking, che ancora oggi, a cinque anni dallo scoppio della crisi, ha un volume che è pari alla metà dell’attività finanziaria regolare.

Oggi in Italia si parla principalmente di tasse e di come recuperare le tasse, di fronte a questo “spettacolo internazionale” di cui siamo anche noi vittime.  Intanto abbiamo una pressione fiscale che resterà indimenticabile nella storia del mondo, una  “grande lente” che osserva tutto e tutti, dai conti correnti alle telefonate, alle mail, una ridotta possibilità di circolazione del contante e una serie di controlli continui. Si faranno delle buone liberalizzazioni (è auspicabile), ma non si sta certo liberalizzando nel suo complesso la società italiana. Mentre è molto “liberalizzato” il sistema finanziario internazionale, che fa praticamente quello che vuole.

Dimenticavamo una cosa, che ci suggeriscono sempre il nuovo presidente del Consiglio e i molti “competenti” di questo periodo: ognuno deve fare i compiti a casa propria. Giusto anche questo. Ma in questo caso ritorniamo su un concetto di opportunità politica che è quello della coesione di fronte alla grande crisi. Conviene che vengano sistematicamente demonizzati come “evasori” lavoratoti autonomi, pasticcieri, negozianti in genere, gioiellieri e chi più ne ha più ne metta? Conviene che in un Paese che deve fare un grande sforzo collettivo si metta una categoria contro l’altra? Tra un po’ ritorneranno fuori anche le divisioni storiche tra Nord e Sud, tra varie regioni italiane. C’è chi ha fatto notare che il fisco per adesso controlla il Nord Italia, ma quest’estate andrà a controllare il Sud e le isole. Non ha tutti i torti in questo caso la Lega Nord, quando afferma che i funzionari del fisco potrebbero anche dire l’ora e il giorno in cui andranno a fare controlli nelle zone del Meridione, almeno lì nessuno sarà colto di sorpresa.

Intanto, mentre l’Irpef di gennaio è cresciuta, non si sa ancora se a fine anno, la grande Europa ci chiederà o meno una nuova manovra fiscale. Forse l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che pure ha picchiato duro con le tasse e non  ha pensato sufficientemente alla crescita, ha ragione quando spiega che al vecchio social welfare si è sostituito in questi anni il nuovo bank welfare.



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COMMENTI
02/02/2012 - Non mi è mai piaciuto il "grande fratello" (claudia mazzola)

Perchè, pur giusti, questi controlli a tappeto soltanto ora? Il governo sobilla il popolo spiato e ora spione. Stiamo tornando al far west, però invece di rapinare noi le banche, è il contrario.