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Cronaca

MONTI&TREMONTI/ I fratelli Disgrazia che vorrebbero un'Italia di "Tafazzi"

Non c'è dubbio che tra Monti e Tremonti ci sia una assonanza sinistra, soprattutto quando si parla di tasse e balzelli. E spunta la tassa sulla 'disgrazia'. Il commento di GIANLUIGI DA ROLD

Mario Monti (Foto: Infophoto)Mario Monti (Foto: Infophoto)

Non c'è alcun dubbio che tra Monti e Tremonti ci sia una assonanza sinistra, soprattutto quando si parla di tasse e balzelli. In questo senso siamo completamente d'accordo con il professor Ugo Arrigo, che qualche settimana fa, giudicando la politica economica del “governo dei tecnici”, non vedeva alcuna discontinuità, soprattutto in materia fiscale. E' ormai noto a tutti che, quando lo Stato è in difficoltà per i suoi bilanci (cioè sempre), ricorra alle “tasche” dei cittadini, dei contribuenti, in mille modi e maniere. Non esiste solo la pressione fiscale di fine mese per chi lavora come dipendente. C'è una serie di “tangenti” e di “secanti” che alla fine raggiungono sempre l'identico scopo.
Ci hanno spiegato ad esempio che l'Euro è stata una grande conquista. Ma nessuno, forse, si è mai accorto che due milioni di lire di pensione assicuravano una vita dignitosa, mentre oggi mille euro di pensione portano quasi al suicidio. Bastava andare al bar e rendersi conto, pochi giorni dopo l'introduzione dell'euro, che un cappuccino costava un euro e 70 centesimi, cioè 3 mila e 400 lire. Ma la risposta era sempre la stessa, teutonica e perentoria: l'inflazione è sotto controllo.
Evidentemente bisogna studiare a Yale, al Mit di Boston, alla London School per avere una capacità di comunicazione così convincente da farti diventare una specie di “Tafazzi”. Tuttavia, anche noi siamo autolesionisti nel non leggere attentamente le norme tributarie con la scrupolosa attenzione dovuta. Lo abbiamo scoperto in seguito a una sentenza della Consulta che ha definito incostituzionale quella che veniva chiamata la “tassa della disgrazia”.
Ci vuole una immaginazione fervida per concepire una simile cosa.Diciamo in breve di che cosa si tratta. Arriva un terremoto di oltre “6” nella Scala Richter? Crolla una montagna o una diga sul vostro Paese? Siete nell'occhio di un ciclone? Bene. Aspettatevi l'arrivo dello Stato, non sotto forma di aiuto, ma di tassa, che le Regioni, aumentando le aliquote, possono richiedere per riparare i danni che avete subito.Con la legge del 10 febbraio 2011, il famoso Milleproroghe, c'era una norma che obbligava le Regioni colpite da calamità naturali ad alzare le imposte e le accise sulla benzina in caso di richiesta dello stato di calamità naturale.


COMMENTI
20/02/2012 - MONTI&TREMONTI/ I fratelli Disgrazia che vorrebber (alberto servi)

Il mio convinto parere è che all'elettore non viene proposto l'ident kit dei candidati che chiedono il voto. Costoro dovrebbero presentarsi con un loro passato da cui rilevare il credito personale, i loro trascorsi a quanta gente abbiano mai dato lavoro, se sono lontani da problemi con la magistrature, la loro cultura sul significato delle istituzioni, la loro fedeltà all'Ordinamento costituzionale, la loro disponibilità al contatto con l'elettore e tante altre cose acquisibili in un percorso formativo. Un corso obbligatorio con relativa patente. C'è l'esempio dell'Ecole francese a cui poter attingere. Sarebbe meglio che l'umiliante presenza del NOME sulla lista elettorale che lascia l'elettore sempre poco convinto.

 
20/02/2012 - leggere e memorizzare (francesco taddei)

grazie per questo bell'articolo.