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TRAGEDIA GIGLIO/ La mamma di Dayana e la certezza che quel male non è insensato

Pubblicazione:giovedì 23 febbraio 2012

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E’ già stato crudele non poterla accomodare per bene, così, come su un lettino, come poté fare la madre di Cecilia del Manzoni con la sua piccina portata via dalla peste, scostandole una ciocca di capelli dal viso. Non fategliela vedere. Rammenti, quella povera madre, che oggi è il primo giorno di Quaresima. Lei ha dato tutto. Qualcuno le sussurrerà di non piangere, che si riabbracceranno un giorno, e che tutto quel male non è assurdo e insensato.

Dobbiamo credere questo, o resta solo l’orrore e la rabbia. Due note soltanto. Primo: troppo stupide le battute sul comandante di quella balena mostruosa di ferro, ignoranti e offensive le carnevalate con i costumi alla Schettino, alla sua amante moldava. Un mese e nove giorni, a troppi di noi, sono bastati per dimenticare che ci sono stati dei morti, troppi morti. Vengono prima di ogni sarcasmo e prima anche del pericoloso inquinamento ambientale, vogliamo farlo ben presente. E, secondo: senza caccia agli untori, senza scaricabarile tra chi è potente chi no, sia resa giustizia. 



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COMMENTI
23/02/2012 - (claudia mazzola)

Errare è umano, perdonare è divino. Per me Dayana ha già perdonato il comandante Schettino...

 
23/02/2012 - .... (Mariano Belli)

Solo un Amore grande, l'unica ma fondamentale cosa che manca in questo mondo, potrà risollevarci dall'essere un minuscolo granello di sabbia.

 
23/02/2012 - Pensiamo bene a chi diamo in mano le persone (PAOLA CORRADI)

La tragedia della Concordia ha almeno due indicazioni di significato, il primo il più importante è una lezione che deve essere al più presto imparata in Italia, pena future e prossime tragedie. A chi diamo in mano le persone, peggio se le persone sono bambini. E' evidente che non si doveva dare in mano una nave a una persona come Schiettino, lo avrebbe capito chiunque, peccato non l'avessero capito i dirigenti della Costa. Il fine di un'impresa non è il profitto, o meglio non è l'unico e il solo metro di giudizio. Il fine dell'impresa è l'uomo. Quindi il comandante di una nave, cosi' come l'AD di un'impresa, è in primis una persona alla quale sono affidate le persone che lavorano con lui. Poi ci sono gli articoli, il 18, il 19 e il 20. Quindi questo deve essere il primo articolo che deve essere rispettato. La seconda indicazione è che senza Concordia la nave affonda!