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PROCESSO MILLS/ Berlusconi prosciolto: reato prescritto. La sentenza (video)

Pubblicazione:sabato 25 febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 25 febbraio 2012, 20.32

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Sentenza processo Mills, Berlusconi prosciolto. Silvio Berlusconi prosciolto per prescrizione. E' la sentenza arrivata oggi nel processo sul caso dell'avvocato inglese Mills, processo in corso da diversi anni, cinque per l'esattezza, e per cui c'era grande attesa per la sentenza. I giudici della decima sezione penale del tribunale hanno dunque prosciolto l'ex premier dall'accusa di aver consegnato all'avvocato inglese Mills 600 mila dollari perché testimoniasse il falso in due processi alla fine degli anni Novanta. Processi che riguardavano tangenti alla guardia di finanza e All Iberian. L'ex capo del Governo non era presente in aula durante la lettura della sentenza. La memoria depositata dal pm Fabio De Pasquale sostiene che non si poteva sottoporre a indagine l'avvocato inglese Mills sin dal 1995. Questo perché si scoprì in seguito che l'avvocato inglese aveva falsificato dei documenti solo dopo diversi anni (il pm ha dichiarato dopo la lettura della sentenza: inutile commentare). Per la difesa di Silvio Berlusconi, se Mills fosse stato sottoposto a indagini nel 1995 non sarebbe stato possibile in seguito accusarlo di falsa testimonianza. Nella sua memoria invece Berlusconi, pubblicata da Il Giornale, aveva sostenuto che il capo di imputazione "costituisce un radicale e profondo rimaneggiamento costruito ad arte dal pubblico ministero". Per Berlusconi un tribunale che non vuole ascoltare i testimoni della difesa e ammette solo quelli dell'accusa non è in grado di pervenire a una sentenza giusta. Berlusconi chiedeva anche non una sentenza di prescrizione, ma una piena assoluzione. Per Berlusconi, uno dei tanti processi inventati su di lui. Più di cento provvedimenti, novecento magistrati occupati, 2600 udienze della guardia di finanza, 400 milioni di euro in parcelle per avvocati e consulenti: "Già tre anni fa il processo sarebbe caduto in prescrizione, se nel febbraio 2008 la Procura di Milano non si fosse inventata la stupefacente tesi che il reato di presunta corruzione non si perfeziona nel momento in cui il corrotto riceve i soldi dal corruttore, ma nel momento in cui comincia a spenderli". Anche gli avvocati di Berlusconi, Longo e Ghedini, hanno criticato la sentenza, in quanto chiedevano l'assoluzione piena e hanno promesso di impugnarla "anche per tutta la vita".


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