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Cronaca

DON GIUSSANI/ Alberto Contri: il mio ricordo "particolare" del Gius in compagnia di Bach

ALBERTO CONTRI ci offre il suo ricordo personale di Mons. Luigi Giussani, dai lunghi viaggi in  macchina con la musica di Bach, Beethoven, Schubert… all’attenzione verso il prossimo

Monsignor Luigi GiussaniMonsignor Luigi Giussani

Quando è stato annunciato l’avvio della pratica di beatificazione di Don Luigi Giussani, vedendo che tra le commissioni incaricate c’è quella che deve valutarne i miracoli, mi sono chiesto quali potrebbero essere o essere stati. Al di là di quello che non so, avendolo frequentato molto da vicino per molto tempo, credo che il suo miracolo più grande sia stato quello di aver saputo far appassionare al mistero della fede centinaia di migliaia di persone,  provocando in loro un indelebile cambiamento del cuore.
C’è uno spezzone video che gira su Youtube , intitolato “Come è nato il cristianesimo” che offre una prima importante chiave per capire chi era quell’energico prete ben presto soprannominato “Il Gius”.  Lottando contro gli incipienti sintomi del parkinson, in quella mirabile esegesi del Vangelo ben diversa da una lezione, egli sceglie le parole una a una, si intenerisce nel descrivere i villici con gli occhi sgranati di fronte all’impatto con cose e case mai viste, si immedesima nel racconto al punto di interpretare per noi gli atteggiamenti, i pensieri e lo stupore che hanno convinto i primi discepoli a mollare tutto, famiglia, lavoro, figli, per seguire all’istante quello che avevano capito per istinto non essere uno dei tanti profeti, ma “il” profeta.  Si capisce che l’attentissima selezione delle parole non è frutto di una tecnica teatrale o di una scuola di retorica, ma di una genuina passione animata dal desidero di comunicare una esperienza dopo averci lavorato su per molto tempo, alimentandosi a sua volta con testi di teologi, scrittori, poeti. In questo video si capisce chiaramente la sua passione per la poesia capace di evocare sentimenti ed emozioni. La sua narrazione è sostanzialmente la condivisione di ragioni, esperienze e motivazioni che furono capaci di far cambiare a quei pescatori la loro vita in un istante. Quello che mi ha sempre colpito è il fatto che don Giussani era così anche nelle situazioni più spicciole della vita di ogni giorno.
Credo che il suo atteggiamento di condivisione fosse figlio della convinzione che l’amore di Dio si deve estrinsecare sempre nella meraviglia per il creato da un lato, e dall’altro nell’urgenza di condividere genuinamente gioie e dolori di chi sta davanti. Di fronte ad un mendicante si svuotava immediatamente il poco fornito portafoglio, a volte si faticava a non fargli regalare il suo giaccone ad un barbone infreddolito. Anche nelle piccole cose quotidiane era sempre concentrato, aveva un gran rispetto per ogni persona che gli stava intorno, aveva rispetto del tempo suo e degli altri.