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Cronaca

DON GIUSSANI/ Alberto Contri: il mio ricordo "particolare" del Gius in compagnia di Bach

Monsignor Luigi GiussaniMonsignor Luigi Giussani

Mi venne l’idea di farmi prestare da un elettricista del luogo un cavo di 200 metri, così da portare la corrente fin lassù prendendola dal casello della ferrovia sottostante, per alimentare quattro faretti nascosti tra le antiche pietre. Una sera, quando la processione superò la sella imboccando il sentiero che scendeva alla cappella, accesi a sorpresa le luci, suscitando un lungo mormorio di stupore. Non volle interrompere la consegna del silenzio, ma una volta tornati, durante la cena volle fare un caloroso e riconoscente brindisi all’idea e a chi l’aveva avuta. Da quel momento, anche in seguito ad altre mie iniziative nel campo della creatività (da Radio Supermilano alla cooperativa discografica dell’Ippopotamo, dal coordinamento dei cantautori alle tournèe degli spettacoli di Testori) mi chiamò a partecipare al Centro del movimento come coordinatore delle attività artistiche. Non dimenticherò mai quando a Viterbo organizzammo il primo incontro nazionale degli artisti. Stavo al tavolo tra lui e don Negri, e avevo preparato un intervento. Lui era tra il curioso e il preoccupato, ben sapendo quanto non fosse facile parlare e convincere in occasioni del genere, sapendo inoltre che era la mia prima volta. Dopo le mie prime frasi si rilassò, si rivolse a don Negri facendo in modo che tutti sentissero: “ehi, il ragazzo ha della stoffa…però adesso deve ricominciare daccapo perché per l’emozione sta parlando troppo in fretta…e invece vogliamo ascoltare bene cosa ha da dirci”. Così facendo mise me e l’intero uditorio nella migliore disposizione d’animo.

Il nostro rapporto era mediato soprattutto dalla musica. Occorre sapere che accompagnarlo nei viaggi era da tutti considerato un privilegio, per godere soprattutto della sua parola e dei suoi consigli. Lui non si sottraeva mai a questo ulteriore impegno, ma io sapevo che a lui piaceva soprattutto stare in silenzio ascoltando musica, nei percorsi a volte lunghissimi (una volta facemmo quasi senza fermarci se non per qualche momento di riposo in qualche piazzola, Milano-Roma-Rimini-Milano). Così preparavo cassette registrate con Bach, Beethoven, Schubert, Canti Gregoriani…ma anche Keith Jarrett, che per lui fu una vera scoperta.