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UE/ Lucchini (Banco Alimentare): bene lo sblocco di 500milioni, ora la "fase due"

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Il problema è che nei prossimi anni la domanda di cibo, che è già più grande dell'offerta, aumenterà e quindi occorrerà prendere delle decisioni a livello comunitario per destinare una quota dei prodotti agricoli e alimentari a scopi sociali. Cioè occorrerà destinare una parte dei prodotti alimentari a chi ne ha bisogno. Tutto questo, alla fine, rientra nello stesso spirito della Comunità europea, che ha il dovere di nutrire i cittadini europei, i suoi cittadini. Non si può lasciare il problema del cibo, del nutrimento, semplicemente all'andamento del mercato.

E' come se entraste in una seconda fase del vostro progetto di aiuto.

Si, è proprio così. Deve essere controllato e combattuto lo spreco e nello steso tempo deve essere attivata la solidarietà alimentare. Il cibo è un bene primario che deve essere difeso da istituzioni pubbliche, da iniziative private, da tutti in generale. Il cibo è un bene di tutti che va garantito e non sprecato.

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