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ELUANA/ 2. Morresi: una sentenza le ha tolto la vita, ora una legge può "salvarla"

Il nove febbraio di tre anni fa moriva Eluana Englaro. Per ASSUNTINA MORRESI  la legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento farà sì che il sacrificio di Eluana non sia stato vano

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Il nove febbraio di tre anni fa è morta Eluana Englaro, disidratata, dopo un’agonia di quattro giorni e al termine di una delle più drammatiche e laceranti battaglie politiche, giudiziarie e culturali della storia del nostro Paese. Sono passati tre anni e di quei fatti tragici possiamo già cogliere le prime conseguenze tangibili: esiti positivi che potrebbero apparire inaspettati, vista l’asprezza dello scontro nell’opinione pubblica, ma soprattutto politico e istituzionale fra chi chiedeva che Eluana potesse continuare a vivere, e per questo si è speso fino alla fine, e chi invece quella vita l’ha spenta, servendosi di una sentenza che rimarrà per sempre una macchia indelebile per la magistratura italiana tutta, e rifiutandosi fino alla fine di intervenire per salvare una vita, quando ancora era possibile farlo. La vicenda di Eluana - su cui ci sarebbe molto ancora da raccontare e commentare, per comprenderla in tutti i suoi aspetti - non si è certo conclusa con il suo funerale, neppure per chi a quella morte si è opposto fino alla fine: quella di Eluana è una storia che continua.

Il primo frutto è proprio quello di oggi: la Giornata nazionale degli stati vegetativi, ogni anno il 9 febbraio, stabilita dal governo Berlusconi su richiesta delle Associazioni dei familiari di persone che si trovano in questa condizione. Una giornata per ricordare a tutti i cittadini che accanto a noi, nelle nostre città, vivono persone che si svegliano dal coma per rimanere, appunto, in stato vegetativo: una forma di disabilità estrema di cui si conosce ancora troppo poco, se non che è impossibile sapere se, quando e come se ne verrà fuori. Persone vive, comunque, per le quali non servono innanzitutto cure sofisticate, ma determinazione e tenacia nel prendersene cura. E, in particolare, per chi sta loro accanto, è fondamentale non rimanere soli per non essere sopraffatti dal dolore e dalla fatica. La giornata di oggi serve a puntare i riflettori su tutto questo. Celebrata in un giorno che tre anni fa ha diviso tanto, e che invece proprio ricordando Eluana deve unire sguardi e cuore verso chi vive come viveva lei.

Il secondo frutto è datato 5 maggio 2011. È il giorno in cui lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali hanno condiviso e sottoscritto il documento “Linee di indirizzo per l’assistenza alle persone in Stato vegetativo e Stato di minima coscienza”: un passo fondamentale per garantire a tutti coloro che si trovano in questa difficilissima condizione un percorso adeguato di assistenza e riabilitazione, per consentirne dimissioni “protette” dai reparti di rianimazione verso ambienti più adatti al loro recupero. La formulazione di queste linee di indirizzo è il risultato di mesi di lavoro di due tavoli ministeriali, uno di esperti e l’altro di componenti delle associazioni di familiari di persone in stato vegetativo.


COMMENTI
09/02/2012 - legge si... legge no... (Alberto Speroni)

non mi risulta che ci fosse ,per legge,una qualsivoglia autorizzazione a fare quel che è stato fatto ad Eluana;eppure è stato fatto !(che ci fosse più o meno una lacuna legislativa è solo una scusa per acquietare la propria e altrui coscienza! =nel dubbio si ASSOLVE ...nel dubbio si SALVA!) il rammarico è constatare come il libero arbitrio di chiunque detenga un minimo di potere prenda il sopravvento della logica ,del buon senso e della legge stessa! ps:la prova più eclatante dell'applicazione quotidiana di solo ciò che fa più comodo è la famigerata "194"!!