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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 9 febbraio, è San Marone

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Oggi la Chiesa cattolica celebra San Marone. Poco si sa della sua vita, nonostante diede il nome ad un intero popolo. Nato in una data sconosciuta anche se, presumibilmente, nel IV secolo, morì nel 410. Fu un monaco siriano e fondò una congregazione monastica in Libano. Si era rifugiato presso una montagna del Tauro nella regione di Cirro, vicino Antiochia, in un antico tempio pagano consacrato a Dio; qui, benché il suo obiettivo fosse l’ascesi e l’eremitaggio, era spesso circondato da fedeli cristiani che volevano seguire i suoi insegnamenti. A tutti coloro che si recavano presso di lui mendicando il suo aiuto, suggeriva, per sanare i mali fisici come quelli spirituali, la preghiera. Era sovente invitarli a passare con lui una notte all’aperto, in meditazione, pronunciando le orazioni. Le miracolose guarigioni compiute con questo metodo gli conferirono, già in vita la fama di Santo, tanto che il ben noto Giovanni Crisostomo gli scrisse, chiedendogli di pregare per lui. Marone morì in seguito ad una breve malattia, causata dal suo rigidissimo stile di vita. I suoi resti furono tumulati in un luogo ove fu eretto il monastero di Beth-Maron, nella regione di Apamea, in Siria. Da Marone ebbe origine la comunità monastica che diffuse il cristianesimo in Libano e da cui nacque la Chiesa Maronita. Accadde, in particolare, quando il suo discepolo Abramo di Cirro comprese che nel Paese dei cedri il Verbo cristiano non era ancora stato diffuso. Per convertire più fedeli possibili si ispirò, dunque, agli insegnamenti del maestro, presentandolo come modello per tutti coloro che incontrava. I fedeli di Marone restarono fedeli alla Chiesa di Roma. La Chiesa maronita, infatti, è una chiesa cattolica sui iuris; si tratta di chiese particolari all’interno della Chiesa cattolica, con la quale condividono il contenuto essenziale della fede, il corpo della dottrina, e gli insegnamenti teologici fondamentali. Si differenziano dalla Chiesa cattolica per Canone, liturgia e disciplina sacramentale. Il patriarca della Chiesa maronita viene eletto dal Sinodo dei vescovi e, una volta assurto al rango più elevato, fa professione di Comunione con il Papa.



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