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Cronaca

J'ACCUSE/ L'aborto post-parto? Un vecchio sogno dei Darwin senz'anima

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Basterebbe considerare il fatto che, ad esempio, Singer afferma che la persona sia tale solo se dotata di capacità relazionali; ebbene: un’elementare conoscenza psicoanalitica ci dice che il neonato attiva formidabili dinamiche relazionali con la madre e con il padre. Addirittura è noto che, prima del parto, la psiche della madre entri in relazione con quella del feto al punto tale che si parla di psicoanalisi pre-parto. Detto questo, le sue posizioni, dal punto di vista filosofico, sono di una tale banalità, che confutarlo significa concedergli fin troppo onore. Occorre pur sempre, tuttavia, assumere una qualche forma di antropologia. In caso contrario, confutarlo diventa pressoché impossibile.

Cosa intende?

L’argomento antropologico lascia totalmente indifferenti quei biotecisti che hanno una posizione di estremo materialismo. In sostanza, per chi rigetta ogni orizzonte antropologico, non esiste piano di incontro possibile. Sarebbe come contestare chi afferma che la Gioconda di Leonardo non è altro che un insieme di colori spalmati su una tela. Dal punto di vista fisicistico, costui, avrebbe ragione. Se, tuttavia, non fosse in grado di vedere al di là dell’amalgama di colori, non basterebbero anni di lezioni di storia dell’arte per fargli comprendere che cos'è realmente la Gioconda.

L’assenza di un’antropologia, quindi, giustifica qualunque posizione?

Esatto. Addirittura, alcuni bioeticisti arrivano a sostenere che la medicina dovrebbe essere drasticamente darwiniana, abbandonando i soggetti deboli per favorire solamente quelli forti.

In ogni caso, perché una rivista prestigiosa pubblica tesi del genere?


COMMENTI
01/03/2012 - vita e morte (maria schepis)

Ogni tanto qualche voce dissonante si fa sentire,una prestigiosa rivista scientifica che lascia spazio a questi tecnocrati della morte non mi pice affatto.Potranno portare tutte le giustificazioni che vogliono ma non ritengo bioeticisti,dei calcolatori opportunisti che parlano di vita e morte ,cosi come si discute di frutta e verdura.Non meritano attenzione e le loro tesi sono inopportune.Certamente troveranno qualche seguace,dato il nichilismo dominante ,ma non ci si deve arrendere all'aridità del puro raziocinio,la vita è un dono,anche le vite più disperate lo sono.Mi rendo conto che è facile fare queste affermazioni se si vive in un contesto di benessere materiale e spirituale,ma amo troppo i bambini per pensare diversamente.Ho visto esserini anche di 600 gr.rinsecchiti, brutti nella loro incompletezza ,ma vitali e reattivi.Molti ce l'hanno fatta a crescere e a diventare bellissimi bambini. Nei reparti di terapia intensiva neonatale, professionisti che credono nella vita lottano ogni giorno,per salvare esserini minuscoli, fragili e indifesi, sono l'unico esempio di cui parlare.Ai burocrati della morte non dovrebbe essere dato né spazio,né ascolto. Sarò tacciata d'integralismo ma l'uomo dovrebbe avere l'umiltà di accettare i suoi limiti.Una cosa é evitare l'accanimento terapeutico ,una cosa é uccidere.Un maggiore senso della dimensione umana credo che ci possa aiutare a vivere meglio.Una preoccupazione in meno,non dover decidere chi e quando qualcuno deve morire...

 
01/03/2012 - Il cuore batte da subito, sa di esistere. (claudia mazzola)

Poveri Giubilini e Minerva, dicono che i neonati sono privi di coscenza e loro dove l'hanno persa? A Dio piacendo ed anche a me, qualcuno loro due li ha fatti nascere in coscienza!

 
01/03/2012 - Uomini e Topi (Antonio Servadio)

uno degli articoli più limpidi che ho trovato su questo tema - complimenti. Noto che molte persone assai protettive nei confronti dei nostri amici animali (topi e ratti inclusi), persone pronte a difendere la causa animalista in modo aperto e passionale, sono altrettanto decise nel sostenere quella filosofia di vita abortista e finanche omicida qua sopra riferita. Vi invito a non trascurare anche questa contraddizione, che è piuttosto comune. Forse si tratta di un effetto della segmentazione, della specializzazione del pensiero e del sapere, che è il contrario del possedere una visione unitaria della vita (?)