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J'ACCUSE/ L'aborto post-parto? Un vecchio sogno dei Darwin senz'anima

Pubblicazione:giovedì 1 marzo 2012

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E’ emblematico del degrado della cultura anglosassone contemporanea che, di fatto, ha imboccato da molti anni la via di un riduzionismo darwiniano e utilitarista che porta a esiti di questo tipo. Lo si vede nelle pratiche di fecondazione assistita e manipolazione degli embrioni.

Può farci qualche esempio?

Alcuni centri di fecondazione assistita anglosassoni fecondano in vitro diversi ovociti per impiantarli in alcune donne. Intendono verificare quali di queste diano origine a gravidanze ottimali, facendo abortire tutte le altre. Ormai non si tratta più di aiuto alla procreazione o di lotta alla sterilità. È una forma conclamata di eugenetica, del tutto legata al denaro. Ricerche di questo genere moltiplicano i costi, ma c’è chi se lo può permettere.  

Da cosa dipende tale degrado?

Sicuramente, almeno in parte, la cultura contemporanea è sotto la soggezione quasi invincibile delle straordinarie capacità della tecnica. Che, del resto, è ancora il feticcio del mondo. Il dramma è che la logica che guida la tecnica è esclusivamente di tipo funzionale. Ciò che funziona ha un pregio, al contrario va distrutto. Tale visione, se applicata esclusivamente alla tecnica ha una sua legittimità. Difficilmente, tuttavia, la concezione funzionale resta circoscritta al proprio ambito, senza sfociare nell'antropologia. 

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
01/03/2012 - vita e morte (maria schepis)

Ogni tanto qualche voce dissonante si fa sentire,una prestigiosa rivista scientifica che lascia spazio a questi tecnocrati della morte non mi pice affatto.Potranno portare tutte le giustificazioni che vogliono ma non ritengo bioeticisti,dei calcolatori opportunisti che parlano di vita e morte ,cosi come si discute di frutta e verdura.Non meritano attenzione e le loro tesi sono inopportune.Certamente troveranno qualche seguace,dato il nichilismo dominante ,ma non ci si deve arrendere all'aridità del puro raziocinio,la vita è un dono,anche le vite più disperate lo sono.Mi rendo conto che è facile fare queste affermazioni se si vive in un contesto di benessere materiale e spirituale,ma amo troppo i bambini per pensare diversamente.Ho visto esserini anche di 600 gr.rinsecchiti, brutti nella loro incompletezza ,ma vitali e reattivi.Molti ce l'hanno fatta a crescere e a diventare bellissimi bambini. Nei reparti di terapia intensiva neonatale, professionisti che credono nella vita lottano ogni giorno,per salvare esserini minuscoli, fragili e indifesi, sono l'unico esempio di cui parlare.Ai burocrati della morte non dovrebbe essere dato né spazio,né ascolto. Sarò tacciata d'integralismo ma l'uomo dovrebbe avere l'umiltà di accettare i suoi limiti.Una cosa é evitare l'accanimento terapeutico ,una cosa é uccidere.Un maggiore senso della dimensione umana credo che ci possa aiutare a vivere meglio.Una preoccupazione in meno,non dover decidere chi e quando qualcuno deve morire...

 
01/03/2012 - Il cuore batte da subito, sa di esistere. (claudia mazzola)

Poveri Giubilini e Minerva, dicono che i neonati sono privi di coscenza e loro dove l'hanno persa? A Dio piacendo ed anche a me, qualcuno loro due li ha fatti nascere in coscienza!

 
01/03/2012 - Uomini e Topi (Antonio Servadio)

uno degli articoli più limpidi che ho trovato su questo tema - complimenti. Noto che molte persone assai protettive nei confronti dei nostri amici animali (topi e ratti inclusi), persone pronte a difendere la causa animalista in modo aperto e passionale, sono altrettanto decise nel sostenere quella filosofia di vita abortista e finanche omicida qua sopra riferita. Vi invito a non trascurare anche questa contraddizione, che è piuttosto comune. Forse si tratta di un effetto della segmentazione, della specializzazione del pensiero e del sapere, che è il contrario del possedere una visione unitaria della vita (?)