BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MELANIA REA/ Salvatore Parolisi: oggi l'udienza per il rito abbreviato: Non sono un mostro

Pubblicazione:lunedì 12 marzo 2012

Salvatore Parolisi, foto InfoPhoto Salvatore Parolisi, foto InfoPhoto

Il caso Melania Rea: oggi il marito Salvatore Parolisi, unico accusato dell'uccisione della donna, compare davanti al gip di Teramo. Gli avvocati del caporale hanno infatti presentato richiesta di rito abbreviato per il militare rinviato a processo. Rito abbreviato che però è condizionato alla richiesta di una nuova perizia legale sul caso Melania Rea. Inoltre viene chiesta la presenza al processo di due nuovi testimoni. Se non venisse concessa la perizia richiesta, la difesa rinuncerebbe al rito abbreviato e si procederebbe con i tempi lunghi del processo ordinario. Il rito abbreviato permette uno sconto di pena all'accusato, ma non è questo che chiedono gli avvocati difensori. Chiedono con la nuova perizia l'accertamento della vera dinamica dei fatti che secondo loro escluderebbe il Parolisi dalle accuse. Ricordiamo che Melania Rea venne trovata morta due giorni dopo la sua scomparsa avvenuta il 18 aprile 2011 uccisa con trentacinque coltellate. Secondo l'accusa, il movente che avrebbe spinto il caporale maggiore dell'esercito a tale gesto fu la sua incapacità di divorziare dalla moglie: l'uomo infatti intratteneva una relazione con una soldatessa del suo reparto. Intanto spunta un caso nel caso. Gli investigatori avrebbero tenuto sotto sequestro il telefono di una giornalista inviata di una importante trasmissione televisiva di cui non si fa il nome, che sarebbe stata in contatto con l'amante del Parolisi, Ludovica Perrone. La giornalista sarebbe sospettata di aver fatto pressioni sulla donna alla ricerca di uno scoop affinché la soldatessa "si adoperi a smentire e ad affievolire le numerose bugie dette da Salvatore" o sui familiari del caporalmaggiore "ai quali viene impedito di rilasciare interviste ad altre testate giornalistiche" o sulla famiglia di Melania "con cui cercano di riallacciare rapporti, al fine di farli desistere dal richiedere l’affidamento della figlia". Al momento la giornalista non è stata iscritta nel registro degli indagati. E spuntano anche due lettere scritte dal Parolisi a uno dei travestiti con cui sembra intrattenesse rapporti su Facebook. Sono datate 17 gennaio e 3 febbraio. Nelle lettere, l'uomo dice di non essere il mostro che tutta Italia pensa lui sia: ha solo tradito la moglie, cosa di cui ha già chiesto perdono, ma non l'ha mai uccisa. "La verità è che prima i processi si celebravano nelle aule giudiziarie, mentre oggi si svolgono nelle case degli italiani. Tutto ciò fa audience viene trasmesso dalle reti televisive alle quali non importa chi sia il colpevole. Spero che tutte le persone che mi condannano non abbiano scheletri nell'armadio e soprattutto la coscienza pulita, ma poco ci credo. E' vero, ho tradito mia moglie e non me lo perdonerò mai, ma non gli ho mai tirato uno schiaffo. Niente di niente" scrive Parolisi.


  PAG. SUCC. >