BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

DIVORZIO BREVE/ L'avvocato: non è un problema di costituzionalità

L'avvocato MATILDE CAPELLO commenta lo slittamento avvenuto oggi dell’approvazione della legge sul divorzio breve, e spiega quali rischi comporterebbe una futura introduzione

Foto: FotoliaFoto: Fotolia

«Non posso che valutare negativamente una abbreviazione dei tempi per l’introduzione del divorzio, perché credo che una tale accelerazione induca sostanzialmente un pericoloso processo di deresponsabilizzazione». L’avvocato matrimonialista Matilde Capello commenta in questa intervista per IlSussidiario.net lo slittamento avvenuto oggi dell’approvazione della legge sul divorzio breve. In attesa di un parere della commissione Affari costituzionali che dovrà sciogliere i tanti dubbi su questa norma, la relatrice in I commissione del parere che oggi è stato rimandato, Isabella Bertolini del Pdl, ha definito lo slittamento un «rinvio tecnico di riflessione». «Il nostro esame non è nel merito, - ha aggiunto – ma di costituzionalità. Ho chiesto più tempo per approfondire se la legge crei disparità di trattamento in base all’articolo 3 della Costituzione». L’avvocato Capello ci spiega che «la famiglia è un’esperienza inestirpabile di bene, e anche la Carta Costituzionale la riconosce come un soggetto che viene prima della legge, tant’è che l’articolo 29 si limita solamente a riconoscerne i diritti. Questa risponde a una esigenza naturale dell’uomo, della donna e delle formazioni sociali, e credo che un processo volto ad accelerare una disgregazione non sia assolutamente condivisibile sotto diversi punti di vista, e non solo sotto quello della incostituzionalità». L’avvocato Capello sottolinea poi che «un’accelerazione dei tempi sulla disgregazione introduce un processo di deresponsabilizzazione ancora più grave se ci sono anche dei figli. Inoltre ai coniugi viene offerta la possibilità di lasciarsi alle spalle il passato, come fosse un semplice errore da dimenticare, senza l’assunzione di tutte quelle responsabilità che fanno parte di un rapporto coniugale e che permangono anche dopo la separazione. L’altra dimensione della responsabilità che viene intaccata è quella genitoriale, e il termine di due anni che dovrebbe essere stabilito per chi ha prole di certo non va a risolvere i tanti problemi che verrebbero a crearsi.