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INDAGINE/ Magatti: così la crisi fa riscoprire la famiglia

Pubblicazione:mercoledì 14 marzo 2012

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

In terzo luogo, De Rita parla dei primi segni di un cambio di clima, segnato dal ritorno ai valori, alla religione, all’attenzione all’altro. Anch’io penso che, secondo la logica pendolare che caratterizza la vita sociale, la crisi finanziaria, economica, sociale, istituzionale e spirituale nella quale siamo immersi pone fine ad un trentennio nel quale, con esiti e intensità diverse, l’individuo ha costituito il principale polo attrattore per lasciare spazio ad una nuova stagione più interessata al polo della socialità. Ma, per mordere il tempo, questa inversione di tendenza ha bisogno di due condizioni.

Sul piano culturale, un nuovo pensiero della libertà che sia capace di includere il tema dell’altro e dell’Altro, tema completamente rimosso dalla cultura iperindividualistica degli ultimi decenni. Sul piano sociale, l’apertura di una grande stagione di innovazione economica e istituzionale che abbia l’ambizione di sperimentare soluzioni nuove e piste non ancora battute.

Al centro svetterà il tema dell’alleanza. Dopo una lunga stagione individualistica, nelle nuove condizioni storiche nelle quali ci troviamo a vivere – definibili come “seconda globalizzazione” – sopravvivranno quei gruppi, quelle comunità, quei territori che sapranno stringere nuove alleanze per mettersi in relazione all’intero pianeta. A livello continentale, nazionale, locale, famigliare.

Ê confortante sapere che questa nuova sensibilità comincia a fare breccia nel tessuto sociale italiano. La speranza è che siamo capaci di ascoltarla e tutti insieme, un po’ per volta, a darle forma. 

 



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